SORPRESA: IL PUNTO VENDITA È ATTUALE...
Oggi ci sono più motivi per sconfessare le convinzioni di chi ritiene il negozio un luogo ormai sorpassato, inattuale. Curioso come sia proprio la tecnologia - con i suoi drastici impatti sul nostro quotidiano - a dircelo.
Il gruppo francese VideoFutur, nell’intervista di copertina, ci racconta come sia possibile intrecciare il “nuovo” (lo streaming o il Video on Demand) con “la tradizione” (il business del videonoleggio). La catena transalpina leader da sempre sul proprio territorio capitalizza quel patrimonio che sono i propri clienti per offrire loro un’alternativa al noleggio concepito nel modo tradizionale. Lo sta facendo in un mercato attaccato anch’esso dalla pirateria, un mercato nel quale la legge Hadopi, forse, si sta rivelando non del tutto efficace perché “indirizzata” al donwload e non tanto allo streaming illegale oggi la vera spina nel fianco. In un quadro quindi non semplice VideoFutur sta costruendo una possibile alternativa di business e lo sta facendo mantenendo, e anzi puntando, sui propri negozi.
In Italia, dopo le note vicissitudini, la nuova Alfabat - diversa per contenuti e funzionamento, come abbiamo spiegato più volte - oggi Movie on Demand stipula accordi l’industria per un modello di business che non prescinde certo dal negozio. Anzi, considerando l’importanza della massa critica dei punti vendita, intende coinvolgerli.
Attraversiamo l’oceano e prendiamo il caso di Blockbuster Inc., acquistata ufficialmente (con un po’ di sorpresa, viste le premesse) da Dish Network, gigante americano nel settore della Tv satellitare e del Video on Demand. Il numero uno di Dish, Charlie Ergen ha fatto sapere che intende mantenere attivi certamente diversi store della catena sul territorio proprio perché li considera un elemento strategico su cui costruire strategie nuove per il rilancio del loro business, vista la concorrenza fortissima esercitata dai vari Netflix.
Sempre in Usa sta per diventare realtà Ultraviolet, anch’essa un’opportunità tecnologica che non “esclude” il negozio ma lo può considerare parte attiva di un nuovo modo di fruire contenuti. Ne parliamo proprio in questo numero.
Lasciateci concludere con un’annotazione che riteniamo pertinente. Sono nella fase finale le audizioni per il provvedimento Agcom sulla tutela del diritto on-line. Il fatto che le due associazioni del trade specializzato - Anvi e Assovideo - siano state chiamate a dare il loro contributo è un fatto che non va trascurato. Spesso siamo stati critici rispetto alla capacità rappresentativa della associazioni, oggi raccontiamo invece di un settore falcidiato da mille problemi che, però, dimostra nella sua parte migliore ancora di crederci e di volere combattere. Nell’interesse che è poi di tutti.
Negozi, luoghi fisici, storie ed esperienze che devono e possono essere potenzialmente ancora protagonisti. Guai, davvero, a “scaricarli”.

















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