Editorialisti

05 Novembre 2019

Essenziale (r)innovarsi

Paolo Sinopoli

Le analisi di mercato rilevano che il consumatore è sempre più propenso ad acquistare un prodotto in quei luoghi che offrono un’esperienza (sensoriale, culturale, visiva) a tutto tondo da cui uscire “arricchiti”. Per questo i grandi retailer, quelli di successo, mettono al centro innanzitutto la customer experience. Un mantra che realtà come Apple, McDonald’s, Starbucks e Amazon hanno fatto loro, migliorandosi e innovando costantemente nell’ottica di offrire un’esperienza dinamica. Ma per farlo, è essenziale ripensare il rapporto con il cliente, la qualità dei servizi, la gestione degli spazi, le modalità di acquisto. Perché il più delle volte non è solo ciò che si vende che conta, ma è come lo si presenta che cambia la percezione del consumatore. Un teorema valido in ogni ambito professionale, incluso quello cinematografico. Ma se la teoria è nota a tutti, diverso è quando qualcuno inizia a percorrere questa strada registrando risultati importanti, incrementando l’affluenza in sala e ampliando il proprio modello di business. Da sala cinematografica si diventa esperienza cinematografica. Lo ha dimostrato negli ultimi tempi Uci Cinemas con l’apertura delle multisale Uci Luxe di Campi Bisenzio (FI) e di Marcon (VE), che in breve tempo hanno quasi raddoppiato le presenze in sala. Nella stessa direzione si è mossa Notorious Cinemas, che a settembre ha inaugurato la sua prima multisala a Sesto San Giovanni (MI). Si tratta di strutture all’avanguardia, sia a livello tecnologico che di comfort. I foyer sono accattivanti, i corridoi sono illuminati, le poltrone di design sono comode e spaziose (ognuna con il proprio tavolino), le offerte Food & Beverage sono ricercate, così come non mancano servizi per tutti i target, compresi i più piccoli. È fondamentale, quindi, che l’esercizio torni a investire come ha fatto oltre 20 anni fa con i primi multiplex. Anche perché il tempo libero è sempre meno, le piattaforme streaming sono sempre più aggressive e lo spettatore ha bisogno di nuovi stimoli che lo spingano a uscire di casa. E solo un’esperienza nuova potrà convincerlo del valore del grande schermo.