Editorialisti

20 Luglio 2020

Il coraggio di crederci

Paolo Sinopoli

Nonostante il rinvio americano di Tenet a causa del prolungarsi dell’emergenza sanitaria, Warner Bros. Entertainment Italia ha provveduto istantaneamente a ridefinire un’uscita italiana del film, posizionandolo il 26 agosto. È stata posta così la prima pietra su cui costruire la ripartenza dell’industria cinematografica. E anche se al momento di andare in stampa non è stata ancora stabilita un release italiana di Mulan, molto probabilmente il blockbuster targato Disney seguirà a stretto giro l’uscita del film di Nolan, andando a completare le fondamenta di questo nuovo inizio. Ma per ripartire, l’ammirevole sforzo congiunto di Warner e Disney non può e non deve restare isolato. Serve che attorno a questi due grandi titoli, le altre distribuzioni si uniscano e propongano una serie di film che rafforzino con decisione l’offerta cinematografica complessiva, arricchendo le sale con ulteriore nuovo prodotto di appeal. Oltre a riscoprire che i cinema hanno riacceso le luci, il pubblico deve sapere che l’intera macchina è tornata a viaggiare a grande velocità per offrire un’esperienza unica e ricca di titoli. Titoli medi, film di qualità, animazione e cinema italiano. Ed è proprio sul prodotto nazionale che 01 Distribution ha dato un grande segnale di speranza realizzando la prima convention (virtuale) tra i distributori italiani, mettendosi in gioco in prima persona e presentando il listino del prossimo semestre (anticipazioni 2021 incluse), con filmati esclusivi e attori/registi in collegamento live per raccontare le proprie opere. Ora tutti sono chiamati a fare la loro parte: le produzioni a tornare sui set, i distributori a posizionare film a ridosso della ripartenza e gli esercenti a riaprire le sale. Ci auguriamo che l’ipotesi di una Festa del Cinema (sostenuta da una campagna marketing all’altezza) si avveri. Magari appena terminato il Festival di Venezia, che sarà indubbiamente un’importante vetrina mediatica capace di far puntare i riflettori sul grande cinema. Certo, si riparte da “zero” e ogni azione è una scommessa non esente da rischi. Ma raramente si può costruire, senza rischiare. Specialmente dopo lunghi mesi di lockdown che hanno messo in ginocchio un settore che chiede una sola cosa: tornare a credere e a investire nella settima arte. L’alternativa sarebbe un serio ridimensionamento delle sale.