13 Aprile 2015  11:54

Acquisizioni internazionali e premium, il futuro di De’Longhi

Emanuela Sesta
Acquisizioni internazionali e premium, il futuro di De’Longhi

Fabio De Longhi

L’ad dell’omonimo gruppo, Fabio De Longhi, stima una “crescita dei ricavi tra il 5 e il 10% anno su anno per un lungo periodo davanti a noi, e indici di redditività in aumento”

“Penso che una delle chiavi del nostro successo consista nel fatto che abbiamo sempre saputo gestire integrazioni e processo di internazionalizzazione”. Sono le parole rilasciate da Fabio De Longhi – ad dell’omonimo gruppo - ad Affari&Finanza di oggi, alla vigilia dell’assemblea degli azionisti del gruppo di Treviso. “Stimiamo una crescita dei ricavi tra il 5 e il 10% anno su anno per un lungo periodo davanti a noi, e indici di redditività in aumento”. D'altronde – stando al quotidiano – la decina di broker che monitora De’Longhi esprime un consenso riguardo i ricavi 2015 per 1 miliardo e 846 milioni di euro, che salgano a 1 miliardo e 960 milioni di euro nel 2016, annate in cui il margine operativo lordo (Ebitda) è indicato rispettivamente a 275 e a 295 milioni di euro. Tali performance, secondo la stessa azienda, sono da attribuire alla crescita delle macchine da caffè, degli impastatori (specie a marchio Kenwood) e a Braun, che cresce a doppia cifra: “Le vendite di Braun sono in linea con i nostri obiettivi, per cui contiamo di raddoppiare il fatturato entro 3-5 anni”, commenta ancora l’ad. “Quando abbiamo rilevato Kenwood era un marchio quasi solo inglese, ma grazie alle sinergie con noi, è diventato un attore planetario. Allo stesso modo anche Braun è stata digerita correttamente”. È possibile dunque che la crescita del gruppo di Treviso includa anche ulteriori acquisizioni? Non si nasconde Fabio De Longhi, che replica ad Affari Finanza: “La liquidità non ci manca e non mancheremo di considerare altre opportunità che possono manifestarsi. Sicuramente saremo molto selettivi e punteremo a marchi premium senza disperdere forze rispetto al nostro portafoglio prodotti e cercheremo leader internazionali”. Nulla però, stando alle parole dell’ad, lascia presagire che nel futuro delle acquisizioni del gruppo di Treviso ci siano aziende italiane del comparto dell’elettrodomestico: “Con tutto rispetto che merita l’industria italiana, non vediamo nulla di interessante per noi da integrare. Il nostro focus è proseguire con il processo di internazionalizzazione e recuperare marchi di valore”. Ricordando anche che le macchine da caffè pesano un terzo dei ricavi e che questa stessa famiglia di prodotto insieme alle macchine per la preparazione cibi valgono l’80% del fatturato consolidato.

 

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