09 Marzo 2017  11:47

Apple Pay & Co. cambieranno i sistemi di pagamento?

Gianfranco Caccamo
Apple Pay & Co. cambieranno i sistemi di pagamento?

L’arrivo in Italia dei servizi di mobile payment apre le porte ad altri operatori nell’ambito dei pagamenti, che potrebbe portare le banche, per “non perdere il presidio del cliente”, a offrire sistemi alternativi di mobile wallet o ad allearsi con le aziende high tech

Nei giorni scorsi è stato ufficializzato l’arrivo anche in Italia di Apple Pay , il sistema di pagamento mobile contactless sviluppato da Cupertino che sfrutta l’iPhone (e l’Apple Watch) e la tecnologia NFC. Il sistema di pagamento di Apple è il primo ad arrivare in Italia, ma sicuramente seguiranno a ruota gli analoghi di Samsung e Android, e che insieme potrebbero cambiare il settore dei pagamenti, facendo entrare altri attori – produttori di telefoni, di OS e operatori telefonici – oltre ai classici, ovvero le banche.

Un cambiamento che è oggetto dell’Osservatorio Mobile Payment & Commerce del Politecnico di Milano – presentato oggi -, che si pone tra l’altro la domanda di quali possono essere le risposte del sistema bancario a questi sistemi, che se in parte stringono accordi con gli istituti bancari e i circuiti di carte, dall’altra aprono le porte ad altri attori, ovvero gli operatori di carte virtuali prepagate non legati a nessun istituto bancario. In Italia come negli altri paesi in cui è attivo Apple Pay, infatti tra le “banche” che lo supportano c’è Boon, una soluzione strettamente connessa al servizio del colosso di Cupertino, che si basa sull’emissione da parte della società Wirecard Card Solutions, una carta Mastercard virtuale prepagata.

«È prematuro, adesso, decretare vincitori e vinti» afferma Valeria Portale, direttore dell’Osservatorio Mobile Payment & Commerce «Ma è molto interessante capire quale sarà la risposta delle banche, smaniose di non perdere il presidio dei loro clienti. Per questo dobbiamo attenderci (e sta già succedendo) una risposta bancaria forte in ambito Mobile Wallet. Una risposta che può essere fatta da collaborazione con gli attori dell’ecosistema Mobile, ma anche da progetti autonomi. La concorrenza è agguerrita. E se vi state chiedendo se c’è spazio per tutti, la risposta è no. Siamo davanti ad attività dove i margini unitari sono estremamente ridotti e dove la scala è di conseguenza un differenziale competitivo importante. Per questo, nel giro di qualche tempo, emergeranno con chiarezza i vincitori e i vinti».

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