28 Settembre 2017  11:22

Retail, suona l’ultima campana

Elena Reguzzoni
Retail, suona l’ultima campana

Uno studio di Accenture conferma quanto la domanda è già impattata dalla trasformazione digitale e quindi quanto cambiare, anzi innovare, l’offerta sia ormai essenziale

Il mondo intorno a noi sta completamente cambiando ed è ormai evidente che come gli individui comprano è molto diverso da solo 5 anni fa, tanto che oggi molti beni durevoli non si acquistano solo, pensiamo al car sharing o alla penetrazione del fenomeno della personalizzazione de prodotti, ma anche del “Do it for me” (servizi che fanno cose per conto dei clienti) e ad altre formule simili. Lo stesso ovviamente vale anche per chi offre questi beni che non sono tra l’latro necessariamente più solo i retailer come li abbiamo sempre conosciuti. Una trasformazione enorme che nei prossimi 10 anni secondo uno studio di Accenture potrebbe generare però una grande crescita di valore grazie all’impatto della trasformazione digitale sia sul fronte della domanda sia dell’offerta da una parte con l’ingresso di modelli e player nativi digitali e la trasformazione di quelli tradizionali e dall'altra con l’aumento di efficienza e di efficacia che può arrivare dalle nuove tecnologie. Tecnologie che permetteranno ai consumatori di scegliere tra enne modalità di acquisto e alle insegne di offrire enne esperienze sempre più su misura e quindi potenzialmente sempre più performanti. Angelo D’Imporzano, senior managing director Accenture ha aggiunto: “La capacità di retailer e delle aziende di generare valore dipenderà da quanto riusciranno ad approfondire la conoscenza dei consumatori, integrare tecnologie dirompenti e adottare modelli di business innovativi. Già oggi il 39% dei consumatori italiani sarebbe disposto a concedere alle aziende l’accesso ai propri dati personali tramite dispositivi intelligenti in cambio di un’esperienza migliore o di un vantaggio economico. Un altro 37% si abbonerebbe a un servizio di ricerca continuativa che individui beni e servizi al miglior prezzo e consiglierebbe a quali brand rivolgersi e quando. Il 28% dei consumatori italiani utilizzerebbe servizi digitali basati su sensori in grado di rispondere alle loro richieste. Il 25% sarebbe disposto a sottoscrivere un abbonamento con un brand capace di selezionare i prodotti più adatti alla singola persona ed effettuare gli ordini in automatico”. Una conferma delle grande disponibilità anche degli italiani verso il digitale, ma pure di quanto oggi cambiare, anzi innovare, sia essenziale. Tutto ciò però significherà per i retailer non solo ciò, ma pure dover ripensare gli spazi e cosa offrono; usare i dati per conoscere i propri clienti e quelli potenziali e decidere su questa base; riqualificazione il proprio personale e trovare ovviamente una nuova sostenibilità di business, ma anche ambientale, area anch’essa sempre più emergente nei desiderata anche dei consumatori. Pensiamo a insegne come Ikea che già oggi stanno passando per i loro trasporti a veicoli elettrici.

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