03 Luglio 2017  11:31

Addio a Paolo Villaggio

Paolo Sinopoli
Addio a Paolo Villaggio

Paolo Villaggio (© Getty Images)

L’attore aveva 84 anni

Paolo Villaggio è morto a Roma all’età di 84 anni; da qualche giorno era ricoverato a Roma. Il grande mattatore, passato alla storia per avere ideato il personaggio letterario di Fantozzi e per avergli dato corpo sul grande schermo dal 1974 (per la regia di Luciano Salce), è stato scelto nella sua carriera di attore da tanti registi importanti. Ha recitato, tra gli altri, in Brancaleone alle crociate di Mario Monicelli, Che c’entriamo noi con la rivoluzione di Sergio Corbucci, Non toccare la donna bianca di Marco Ferreri, Mazurka del barone, della santa e del fico fiorone di Pupi Avati, La voce della luna di Federico Fellini, Il segreto del bosco vecchio di Ermanno Olmi, Io speriamo che me la cavo di Lina Wertmuller, Denti di Gabriele Salvatores, Questione di cuore di Francesca Archibugi. Alla 49ª Mostra del Cinema di Venezia era stato insignito del Leone d’Oro alla carriera e nel 2000 il Festival di Locarno gli aveva assegnato il Pardo d’Onore alla carriera.
A compiangere l'attore è stato anche Dario Franceschini, Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo: «Autore e attore straordinario e poliedrico, Paolo Villaggio ha attraversato con verve, ironia e profonda intelligenza numerose stagioni del cinema italiano, a partire dall'invenzione letteraria del ragionier Ugo Fantozzi e alla sua trasposizione cinematografica per arrivare all'autorialità di Federico Fellini. Dai testi teatrali a quelli per De André, la sua creatività e la sua inventiva si sono espresse senza limiti e confini. Oggi con lui scompare un grande italiano, un interprete capace di restituirci con la sua comicità surreale e la sua satira irridente un'immagine del Paese in cui tutti, in diverse misure, ci siamo riconosciuti».
Lo ricorda anche Luigi Cuciniello, presidente Anec: «Paolo Villaggio è stato non solo interprete, ma creatore di maschere tragicomiche in grado allo stesso tempo di rappresentare corrosivamente i limiti della società contemporanea e divertire milioni di spettatori, riempiendo le sale cinematografiche – in particolare, ma non solo – con la lunga serie di Fantozzi come pochi altri comici. Ma è stato anche protagonista, forse poco sfruttato per le sue doti, di un cinema d’autore importante che lo ha portato a ottenere consensi di critica e premi prestigiosi».

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