24 Febbraio 2017  15:40

Agpci, ripensare il sistema di votazione dei David

Stefano Radice
Agpci, ripensare il sistema di votazione dei David

La lettera dell'Associazione Giovani Produttori Cinematografici e Indipendenti

AGPCI - Associazione Giovani Produttori Cinematografici e Indipendenti ha scritto una lettera per chiedere un ripensamento del sistema di votazione del premio. Di seguito pubblichiamo il testo: «Sono uscite le candidature ai David di Donatello e ci rallegriamo tutti per la giusta attenzione data ad autori confermati come Paolo Virzì così come a autori emergenti come Edoardo de Angelis e Matteo Rovere e non solo. L'anno 2017 rimarca la conferma della produzione italiana di film di genere dopo il grande successo di Lo chiamavano Jeeg Robot ai David del 2016, una produzione spinta soprattutto dal giovane cinema indipendente che con coraggio ha proposto al pubblico film sperimentali e innovativi. Nonostante ciò l’Associazione Giovani Produttori Cinematografici e Indipendenti invita ad una riflessione sulle ultime candidature ai David di Donatello, ed in particolare nella rosa di film dedicata al miglior produttore. Senza entrare nel legittimo giudizio dei giurati, ci domandiamo come un sistema di votazione che dovrebbe valorizzare non solo l’impianto produttivo ma anche il risultato in sala dell’opera, si sia fatto sfuggire alcuni titoli davvero notevoli premiando invece qualche prodotto uscito in una manciata di copie e risultato per lo più invisibile al pubblico italiano. La cinquina del “miglior produttore” italiano dovrebbe rappresentante la categoria anche in termini di successo e riconoscimento dello spettatore, perché il fine di questo mestiere è proprio quello di raggiungere il pubblico. Non si può dire che non vi fossero più candidati corrispondenti a questa descrizione e che alcuni non siano stati effettivamente inclusi». Altrettanto da ripensare il sistema di votazione per le categorie tecniche «votate indistintamente da tutti i giurati, senza che vi sia garantita una reale conoscenza del reparto tecnico di riferimento, cosa che non accade per esempio nel sistema degli Academy americani. In ultima, chiudere le candidature ai film distribuiti entro il 31 dicembre risulta in un’oggettiva difficoltà per i film di beneficiare del premio. Difficilmente infatti, i film distribuiti a dicembre saranno ancora in sala a fine febbraio per godere della spinta delle candidature e quasi certamente non saranno in sala a fine marzo per trarre il giusto beneficio dall’eventuale vittoria. Ricordiamo che la sala rimane il mezzo principe di fruizione del cinema, e non solo, è il risultato della sala a determinare il valore commerciale del film nelle finestre successive e sui mercati esteri. Come AGPCI auspichiamo con il rilancio del premio un ripensamento del sistema di votazione dei David di Donatello così da renderlo sempre più uno strumento di crescita e valorizzazione della nostra produzione cinematografica».

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