22 Luglio 2019  14:00

Emergenza tax credit: le richieste superano le risorse

Paolo Sinopoli
Emergenza tax credit: le richieste superano le risorse

Intanto Anica e Apa stanno studiando una proposta da inviare al Mibac. Ecco il punto di vista di Francesca Cima, presidente sezione produttori Anica

C’è preoccupazione nel mondo dell’audiovisivo. Le risorse del tax credit, rese disponibili dal Mibac, non sono, infatti, sufficienti a rispondere a tutte le domande delle produzioni cinematografiche e televisive. Secondo Il Sole 24 Ore, per il 2019 sarebbero a disposizione 124 milioni di euro per il tax credit nel cinema (le richieste sono pari a 140 milioni). «Innanzitutto ci tengo a sottolineare che la “crisi” delle risorse del tax credit è la conseguenza diretta di un’ottima notizia, ovvero il forte incremento delle produzioni», spiega a e-duesse Francesca Cima, presidente sezione produttori Anica. «Il fatto che le domande del tax credit abbiano superato le risorse a disposizione dipende da più fattori tecnici, come la lentezza amministrativa e lo smaltimento (ancora in atto) di domande passate. A queste si aggiungono le richieste delle nuove produzioni. Ma è importante che questa misura non si fermi, bloccando così le produzioni nazionali e internazionali (in quest’ultimo caso sarebbe ancora più grave a livello di immagine). Ormai in tutto il mondo ogni Paese fa a gara per attrarre investimenti con agevolazioni fiscali. Ritirarsi oggi dalla partita sarebbe in controtendenza globale».

Intanto Anica e Apa stanno studiando una proposta da inviare al Mibac nei prossimi giorni. «Chiediamo risorse aggiuntive per quest’anno e, contemporaneamente, stiamo ragionando su un’eventuale riforma del tax credit per dare una nuova prospettiva sul futuro utilizzo di questo incentivo fiscale. Certo non sarà semplice se tutti i tax credit resteranno all’interno del fondo complessivo di 400 milioni di euro messi a disposizione della Legge Franceschini. Mi riferisco, ad esempio, a quello per l’attrazione di investimenti stranieri, ma ora anche alla grande serialità internazionale. È un momento di grande crescita, anche occupazionale, e sarebbe antistrategico non assecondarlo. Non dimentichiamo, inoltre, che il tax credit non è un’erogazione diretta di risorse, bensì un incentivo fiscale parametrato alle spese, a partire da quelle legate alla maggiore occupazione e che garantisce anche massima trasparenza da parte delle imprese».

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Stefano Radice

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