29 Giugno 2017  14:04

I piani di Vision Distribution

Stefano Radice
I piani di Vision Distribution

Nicola Maccanico (foto Snaidero) è amministratore delegato di Vision Distribution: «Siamo un operatore di sistema aperto che vuole partecipare alla costruzione di film in grado di intercettare un pubblico ampio e trasversale»

Intervista esclusiva a Nicola Maccanico, amministratore delegato della società

Qui di seguito uno stralcio dell'intervista di copertina che Box Office ha dedicato a Nicola Maccanico, amministratore delegato di Vision Distribution. Il testo integrale sarà pubblicato sul numero del 30 giugno - 15 luglio che sarà disponibile dal 4 luglio in versione digitale su App Store e Google Play e in versione cartacea in concomitanza con le giornate Cinè di Riccione sempre dal 4 luglio.
Vision Distribution è costituita da produttori importanti; su quali linee vi state muovendo?
Vision Distribution è un operatore intenzionato a sviluppare un serrato confronto tra le anime che la compongono, al punto tale da proporsi come un vero e proprio laboratorio. Siamo un distributore che ha nel proprio azionariato un grande broadcaster come Sky che ha fatto dell'innovazione il proprio marchio di fabbrica e cinque dei principali produttori indipendenti italiani. Quindi, mondi abituati a confrontarsi da posizione diverse che si siedono allo stesso tavolo per provare a condividere concretamente strategie nell'interesse della crescita e dello sviluppo del cinema italiano. Trovare una sintesi virtuosa tra le diverse esigenze sarà un percorso inevitabilmente difficile ma, in caso di successo, avremo vantaggi importanti.
Come lavorerete sul cinema italiano?
Siamo un operatore di sistema aperto che vuole partecipare alla costruzione di film in grado di intercettare un pubblico ampio e trasversale. Infatti i produttori soci di Vision possono lavorare anche con altri distributori e noi continueremo ad inserire in listino anche film di altre società di produzione. Crediamo che un elemento di mercato fondamentale per migliorare le performances complessive sia la concorrenza, ed intendiamo alimentarla anche al nostro interno. Vision Distribution non sarà un luogo chiuso.
Il rapporto con il pubblico presuppone la collaborazione con l’esercizio. Come costruirete questa collaborazione?
Ritengo che l’esercizio possa fare la differenza per il cinema italiano ancora di più di quanto possa fare per il cinema americano. Credo infatti che la capacità delle sale, attraverso strategie condivise con la distribuzione, di far crescere l’attenzione del pubblico sui film italiani sia ancora sostanzialmente inesplorata e quindi decisiva per attivare un percorso di rilancio. Ma deve essere chiaro cosa vogliamo promuovere e come intendiamo farlo.
Come vi comporterete per delineare le date di uscita dei film dei produttori soci?
Quando si sceglie una data per un film bisogna avere un’opinione e motivarla al produttore, socio o non socio, utilizzando come riferimento finale il desiderio di mettere il film nelle migliori condizioni esogene ed endogene per raggiungere il proprio pubblico. Il modello Vision impone di essere totalmente trasparenti nelle scelte e spiegare le nostre motivazioni ai soggetti coinvolti con competenza e con il dovuto anticipo. Sarà una gestione complessa, ma se avremo successo potremmo finalmente superare alcuni luoghi comuni che sono un fardello per la nostra industria.

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