30 Novembre 2017  16:55

Pirateria, come combatterla?

Paolo Sinopoli
Pirateria, come combatterla?

Giampaolo Letta, Andrea Stratta, Stan McCoy, Federico Bagnoli Rossi e Andrea Malucelli sono intervenuti a Sorrento sulla tutela del diritto d’autore online

«Nel 2016 il 39% degli italiani adulti ha commesso almeno un atto di pirateria, fruendo illegalmente film, serie Tv e/o programmi televisivi». Con questi dati Federico Bagnoli Rossi, segretario generale Fapav, ha introdotto il convegno “Le nuove frontiere della tutela del diritto d’autore online” nell’ambito delle Giornate Professionali di Cinema di Sorrento. E continua: « Tra gli adolescenti, l’incidenza della pirateria è maggiore del 51% nella popolazione degli under 15. Ogni anno la pirateria causa 686 milioni di euro di danno all’industria audiovisiva, portando a ripercussioni per l’intera economia italiana: 1,2 miliardi di euro di perdita, 427 milioni di perdita di Pil e 6.540 posti di lavoro persi». Per Federico Bagnoli Rossi la tutela di contenuti audiovisivi può essere portata avanti solo attraverso enforcement, lobby & policy, comunicazione e attività educational, e offerta legale. «Da quando è stata avviata una triangolazione tra Fapav, esercenti e forze dell’Ordine, le attività investigative e di contrasto hanno permesso di ridurre del 40% le acquisizioni illegali di audio e del 15% quelle video. Crediamo sia il momento di realizzare un progetto anticamcording (registrazione video illegale in sala, ndr), in collaborazione con Anec, Anem e Anica, per sviluppare un progetto di comunicazione e formazione volto ad aumentare la conoscenza del fenomeno del camcording e a fornire gli strumenti necessari al suo contrasto».

Per Giampaolo Letta, vicepresidente e amministratore delegato di Medusa, «la pirateria non viene percepita come un fenomeno grave in termini di danno all’industria. Dovremmo impegnarci per lavorare sull’opinione pubblica, magari coinvolgendo anche i nostri talent. La comunicazione è centrale. Bisognerebbe studiare un piano con le scuole e il Ministero per avviare un piano che abbia inizio dalle elementari. A livello istituzionale, invece, andrebbero realizzate attività di sensibilizzazione e lobbying. Valuterei anche se inserire messaggi di sensibilizzazione attraverso product placement nei film. Inoltre, sarebbe utile dare maggior risalto alle interruzioni di attività e agli arresti compiuti per contrastare la pirateria. Dovremmo poi studiare nuove norme per agire sull’utilizzatore finale, magari togliendo punti come per la patente, fino ad arrivare a una sanzione certa. L’utente va avvertito, ma anche sanzionato».

 

«Uci è il leader del mercato cinematografico in Italia e, quindi, abbiamo un dovere verso l’industria dell’audiovisivo», ha dichiarato Andrea Stratta, amministratore delegato di Uci Cinemas. «Da tanti anni collaboriamo con Fapav e come gruppo mondiale siamo molto attivi nella prevenzione degli atti di pirateria nelle nostre strutture. Questo comporta attività dove viene coinvolto tutto il nostro personale, che deve leggere un manuale di procedura. Uci conta su 1.300 dipendenti ma arriviamo a 2.000 nel periodo natalizio. Quindi facciamo un grande sforzo per formarli. Oggi i film escono di giovedì che, a causa della scarsa affluenza, diventa il giorno più sfruttato per registrare illegalmente in sala. Il nostro personale agisce soprattutto con scopo preventivo. L’intervento avviene quando abbiamo la certezza che qualcuno stia piratando all’interno della sale. E interveniamo sempre in collaborazione con Fapav e le forze dell’ordine».

«La maggior parte dei nostri dipendenti è tra i 20-25 anni e a tutti insegnamo come controllare chi fa camcording»; spiega Andrea Malucelli, presidente Anec/Agis di Emilia Romagna. «In italia il camcording di film italiani è più difficile, sia perché il pubblico teen è meno propenso a vedere produzioni italiani, sia perché si necessita di videorecording. Più semplice è l’audiorecording, che non è facilmente identificabile. Inoltre, se un film americano esce molto tempo prima dell’Italia, quel titolo viene messo online illegalmente con i sottotitoli italiani. Questo significa che dietro c’è un’organizzazione criminale. Sicuramente l’esercente può vegliare di più durante gli spettacoli con affluenza ridotta ma non è facile. Per questo è fondamentale l’educazione. Agiscuola potrebbe essere di aiuto e porta i giovani al cinema. Aiutiamoli a difendere la creatività, anche perché alcuni di loro in futuro potrebbero essere artisti».

 

Per Stan McCoy, presidente di Motion Pictures Association Emea, «Quest’anno avvieremo un’alleanza per tutelare la creatività e l’intrattenimento insieme a tre creatori di contenuti audiovisivi, a cui si aggiungono molti imprenditori europei che intendono combattere pirateria e contraffazione. I principali membri includono Motion Pictures ma anche Netflix e Amazon, che ormai sono grandi produttori di contenuti. Il modello italiano dell’Agcom per contrastare la pirateria è ormai un eccellenza che viene copiato anche all’estero. Resta, inoltre, fondamentale l’offerta legale. Mma non possiamo dimenticare l’educazione e gli sforzi legali».

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