22 Febbraio 2018  10:39

Motorola si interroga sulla dipendenza da smartphone

Aldo Cattaneo
Motorola si interroga sulla dipendenza da smartphone

Il brand ha sviluppato uno studio globale sull’impatto di questi device sulla vita quotidiana e fornisce strumenti per capire e migliorare il proprio rapporto con i cellulari evoluti

Motorola, in qualità di creatore del primo telefono mobile, ha voluto comprendere quale sia l'impatto degli smartphone e di quanto questa incida sul quotidiano. Per questo motivo il brand ha sviluppato uno studio globale in collaborazione con la Dr.ssa Nancy Etcoff, esperta nella comportamentistica “mente e cervello” presso l'Università di Harvard e psicologa presso il dipartimento di psichiatria del Massachusetts General Hospital. Lo studio è stato condotto dalla società di ricerche Ipsos. Dallo studio è emerso che un terzo (33%) degli intervistati considera più importante il proprio telefono rispetto al relazionarsi con le persone care con cui trascorrere del tempo. Le problematiche associate agli smartphone sono più sentite tra i giovani, con oltre la metà (53%) degli intervistati appartenenti alla Gen Z (dai 6 ai 23 anni circa) che descrive il proprio telefono come “il miglior amico”. Le persone desiderano un miglior equilibrio smartphone-vita personale. Il 61% dei partecipanti allo studio, infatti, concorda sul desiderio di ottenere al contempo ottime prestazioni dal proprio device quando lo utilizza, e la massima soddisfazione dalla vita personale, quando non lo utilizza. La maggioranza degli intervistati (60%) afferma che è importante la separazione tra vita e smartphone. Lo studio ha individuato tre schemi di comportamento problematici associati all’utilizzo dello smartphone che impattano sulla relazione con noi stessi e con gli altri; e come le giovani generazioni siano più facilmente portate ad adottarli. Metà del campione (49%) afferma di controllare il proprio device più frequentemente di quanto vorrebbe fare (quasi 6 persone su 10 nel caso degli appartenenti alle generazioni Gen Z e Millennials) e di sentirsi quasi costretto a farlo (44%). Un terzo (35%) afferma di trascorrere troppo tempo sul proprio smartphone (44% nel caso della Gen Z) e ritiene che potrebbe essere più felice se riuscisse a ridurlo (34%). Due terzi (65%) ammettono di “andare nel panico” al pensiero di smarrire il proprio smartphone (circa 3 persone su 4 nel caso di Gen Z e Millennials), mentre tre intervistati su dieci (29%) affermano che nei momenti in cui non utilizzano il telefono “ci pensano o aspettano il momento in cui torneranno a utilizzarlo”. A fronte di questa situazione. Motorola ha allestito quiz online phone-lifebalance.com che aiuta a valutare meglio il rapporto con il proprio smartphone. Inoltre Motorola ad esempio sta collaborando con la SPACE Phone-Life Balance App, che propone un programma di 60 giorni per aiutare i possessori di smartphone ad aumentare la consapevolezza del proprio utilizzo del device.

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