26 Agosto 2013  10:04

«Il consumatore finale, il nostro focus»

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 «Il consumatore finale, il nostro focus»

La “nuova Universal” in questa intervista esclusiva a Roberto Paris, dal 1° agosto ufficialmente Managing Director Universal Pictures I.E. per l’Italia

E’ ufficialmente iniziata il 1° agosto la nuova “avventura professionale” di Roberto Paris in veste di Managing Director per l’Itala di Universal Pictures International Entertainment. In precedenza a fine giugno era stato annunciato da Eddie Cunningham, presidente di Universal Pictures International Entertainment e da Matt Brown, vicepresidente esecutivo a livello internazionale per Sony P.H.E, l’accordo per la distribuzione in Italia da parte di UPIE dell’intera selezione di prodotti fisici home entertainment di Sony Pictures Home Entertainment (il business del digital di Universal lo seguirà direttamente l’headquarter di Londra). Abbiamo quindi deciso di incontrare Roberto Paris – la cui nuova nomina è comunque indipendente dall’accordo di distribuzione - con questa intervista esclusiva – che sarà pubblicata integralmente sul numero di ottobre di Trade Consumer Electronics - per comprendere come, una nuova struttura così importante, affronterà le nuove sfide del mercato home video, per capirne obiettivi e strategie. «La nostra sede operativa sarà sempre quella di Roma di via Po», esordisce lo stesso Paris, «mentre abbiamo un ufficio vendite ubicato a Milano, in via Soperga, in cui operano, come responsabili vendite, Antonio Candido e Giovanni Nembrini. Quest’ultimo, come sappiamo ex Sony, entra nello staff commerciale a partire dal mese settembre. Dell’organico Sony sono confluiti in Universal anche Giovanni Mattioli del customer planning e analist, Maddalena Minotti del Trade Marketing e Christian Tosoni del commerciale. Ma voglio cogliere questa occasione per dire un grandissimo grazie a tutti coloro che hanno lavorato con me in Sony P.H.E in tutti questi anni».
Nel comunicato che sanciva la sua nomina veniva esplicato come l’obiettivo principale della “nuova Universal” fosse quello di legittimarsi nella posizione di partner del retail per essere all’altezza delle nuove sfide di mercato...
«Sicuramente la sfida nei confronti della distribuzione è importantissima. Si tratta, non solo di consolidarci nel rapporto con i big dei vari canali, ma anche e soprattutto, di recuperare ad esempio nei confronti di alcune insegne importanti della Grande Distribuzione. Noi sappiamo bene che si tratta in questo caso di un canale “oneroso” per diverse ragioni, a partire dai resi, ma è tuttora strategico. Specie se pensiamo che ora possiamo disporre di prodotti novità di tre Studios, e mi riferisco a new release molto forti dal punto di vista del potenziale commerciale, e particolarmente adatte per tipologia a questo canale».

Rimanendo sui canali distributivi. Nel canale C.E., oggi, la parola d’ordine è “razionalizzare”: quali sono i presupposti per operare in questo senso?
«Diciamo subito che, oggi più che mai, il consumatore finale a tutto gli effetti è il nostro focus. Il sell-out è determinante, può apparire come una banalità, ma il punto decisivo è questo. Si tratta di un’esigenza di reale; oggi il rischio che vedo è quello che vengano ancora di più ridotti gli spazi per l’home video, e che essi vengano gestiti male; noi dobbiamo fornire un supporto attivo ed efficace per i vari punti vendita. Oggi, per alcune insegne, razionalizzare significa fare in modo che i responsabili reparto seguano più merceologie, con tutto quello che una scelta di questo genere può comportare: tocca a noi in taluni casi dare ogni supporto per far sì che il nostro prodotto sia visibile e venga giustamente valorizzato negli spazi vendita. Tutti noi dell’industria lo stiamo già facendo da tempo, ma occorre farlo con più organicità».
Quali sono i canali che presentano prospettive migliori?
«Oggi è senza dubbio l’e-commerce, basti pensare a quello che già fa e può ancora di più fare sul catalogo profondo. Non ha il problema della lievitazione degli spazi e ha anche molto appeal sui giovani che utilizzano computer e device mobili con maggiore abitudine».

Cosa pensa del mercato rental e degli esperimenti per allargare il business come quello in corso sull’edicola?
«Ritengo che il test sull’edicola vada seguito molto da vicino, ora è presto per avere un bilancio definitivo ma dato il numero di edicole presenti in Italia è di certo un’opportunità molto interessante. A fine anno tireremo le somme. In generale noi dobbiamo “andare” a proporre il prodotto dove la gente ci va già “di sua sponte”. Ecco perché l’edicola è strategica... ».

Secondo i dati proposti da GfK, in occasione della presentazione del rapporto Univideo, nel semestre 2013 la curva negativa del mercato si è attenuata...
«In generale io penso che i dati di mercato siano “peggiori” della realtà. Mi spiego. Se li si guardano e li si leggono con attenzione non si può non tenere conto di come il raffronto con l’anno passato includa anche Fnac e una “coda di Blockbuster”. Ovvero una base di punti vendita ben diversa. Quindi, non si può non considerare positivamente il risultato ottenuto del mercato in questi sei mesi del 2013. E se l’analisi viene fatta con i clienti chiave la tendenza è ancora più incoraggiante. Prendiamo come esempio le performance dell’ultimo film della saga di Twilight o di Django Unchained che ha venduto nelle prime 8 settimane solo il 4% in meno del precedente film di Tarantino, Bastardi senza gloria. Con un mercato che oggi vale molto meno, possiamo dire che il risultato è stato quindi addirittura migliore. Oggi poi dobbiamo considerare che mediamente escono meno film al cinema e i dati home video risentono anche di questo. Tutto sommato, in un quadro economico difficile, i motivi per essere ragionevolmente ottimisti ci sono».
L’intervista sarà pubblicata integralmente sul numero di ottobre di Trade Consumer Electronics.

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