24 Marzo 2016  12:20

Canone frequenze, Rai fa causa al Governo

Elena Rembado
Canone frequenze, Rai fa causa al Governo

La tv pubblica si rivolge al Tar per contestare i “diritti amministrativi”

La Rai si è rivolta al Tar del Lazio contro il ministero dello Sviluppo economico, considerando «iniqui, illogici» e addirittura «illegittimi» i diritti amministrativi, ovvero i soldi che l’Agcom e il MiSe chiedono a tutte le tv pubbliche e private per coprire le spese «di cooperazione internazionale, di analisi di mercato, di sorveglianza del rispetto delle regole, di armonizzazione e standardizzazione». Prima il contributo era compreso nel canone di affitto delle frequenze nella misura dell’1% dei fatturati; ora, in base a una direttiva europea, l’Authority ha definito una tabella a parte per i diritti amministrativi: in particolare, 111mila euro sarebbe la cifra richiesta alle tv che coprono l’intero territorio nazionale. La Rai avrebbe già pagato “con riserva” la quota relativa al 2016 (con scadenza 31 gennaio scorso) e nella causa ha precisato di non intendere versare quelle arretrate per il 2014 e 2015, in considerazione della diversa natura della tv pubblica, che con il ministero dello Sviluppo economico stipula un contratto di servizio. Ora la palla passa al Tar, davanti al quale si opporranno il ministro Federica Guidi e il sottosegretario con delega alle Comunicazioni Antonello Giacomelli.

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    C’è un’espressione ricorrente in queste settimane di ripresa autunnale, seguita al terribile lockdown del Paese, ed è New Normal.
Linda Parrinello

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