01 Giugno 2017  17:57

Diritti Tv Serie A, esposto Mediaset per una riforma del bando

Matteo T. Mombelli
Diritti Tv Serie A, esposto Mediaset per una riforma del bando

© Getty Images

Secondo la tv di Cologno Monzese l’attuale bando violerebbe il decreto Melandri e penalizzerebbe i diritti di gran parte dei tifosi. Presentato esposto all’authority

Un bando per i diritti tv “fortemente squilibrato”. È quanto denuncia Mediaset, che chiede una riforma del bando “Invito a presentare offerte” relativo ai diritti tv di Serie A per il triennio 2018-2020. Secondo il gruppo televisivo, l’attuale gara violerebbe il decreto Melandri (“no single buyer rule”) e penalizzerebbe i diritti di gran parte dei tifosi italiani, “costretti ad aderire obbligatoriamente a una e una sola offerta commerciale”. Dopo un attento esame dei contenuti del bando, Mediaset, si legge in una nota, ha presentato un esposto all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato.

Le motivazioni di Mediaset:
In sintesi, il bando è platealmente squilibrato in quanto il “pacchetto D” concentra in un’unica offerta “per prodotto” 324 eventi (il 30% in più rispetto agli altri pacchetti) relativi a a ben 12 squadre e contenente 132 partite in esclusiva assoluta.
Le gare oggetto del pacchetto D riguardano squadre di grande richiamo (tra cui Roma, Lazio, Fiorentina, Genoa, Bologna) i cui tifosi dovranno obbligatoriamente acquistare l’unica offerta commerciale esistente, anche se questo dovesse comportare un nuovo abbonamento da aggiungere a quello preferito negli anni precedenti o, fatto ancor più censurabile, la migrazione forzata da un abbonamento all’altro.
Che il pacchetto D sia effettivamente il prodotto in grado di abbattere ogni reale concorrenza è dimostrato dalla base d’asta assegnata dallo stesso venditore: 400 milioni di euro, esattamente il doppio del valore assegnato ai pacchetti organizzati “per piattaforma” (pacchetti A, B, C1+C2). Pacchetti che, dal punto di vista concorrenziale, risultano carenti e incompleti, a bassissima appetibilità per il pubblico. L’impoverimento dei pacchetti per piattaforma - rispetto alle aste precedenti - non consente quindi a chi dovesse aggiudicarseli di proporre ai tifosi offerte commerciali idonee ad affrontare realmente il contesto concorrenziale.
Qualora due piattaforme su tre fossero aggiudicate a un unico operatore, si verrebbe a creare un sostanziale assetto di “single buyer” con conseguente formazione di una posizione di monopolio a danno della concorrenza e della libertà di scelta degli utenti.
Per ottenere una nuova formulazione più equilibrata del bando, Mediaset si è rivolta all’Autorità Antitrust ai sensi dell’art. 14 bis della legge 287/90 nonché all'AGCom nei limiti delle competenze di quest'ultima fissate dalla legge Melandri.
Una lettera dal medesimo contenuto è stata inviata a Lega Calcio.

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