23 Marzo 2020  10:25

Leone (Apa): come l’audiovisivo uscirà dalla crisi

Eliana Corti
Leone (Apa): come l’audiovisivo uscirà dalla crisi

Giancarlo Leone (c) Apa

Serviranno regole, impegno e collaborazione tra le parti

Quantificare i danni e regolamentare le modalità per la ripresa, attraverso patti con il mondo assicurativo e collaborazione con i committenti.. Sono i primi step che Giancarlo Leone, presidente di Apa (Associazione produttori audiovisivi) indica nel suo blog su l’HuffPost per riuscire a far ripartire il settore audiovisivo una volta usciti dall’emergenza coronavirus. A oggi, infatti, sono state interrotte le produzioni e le fasi di preparazione, “con il serio rischio di non poter ripartire se non adeguatamente coperte dalle misure anticrisi”. Occorre quindi, secondo Leone, individuare le modalità con cui far fruttare al meglio i130mln del Fondo di emergenza per spettacolo, cinema e audiovisivo, proposto dal Mibact e inserito nell’art. 89 del Decreto Legge “Cura Italia” (80mln per la parte corrente e 50mln per gli interventi in conto capitale), che devono innanzitutto prevedere una consultazione del ministero con le principali associazioni rappresentative del settore, tra cui la stessa Apa e Anica. Gli step. Prima di tutto, spiega Leone, occorre quindi “quantificare i danni finora a carico dei produttori, in seguito alla interruzione dei lavori, ed individuare le modalità di assegnazione delle risorse per coprirli nella massima parte possibile”. Secondo passaggio, “regolamentare le modalità per la ripresa delle produzioni una volta che ciò sarà possibile”. Determinante sarà il ruolo delle società di assicurazione: “la ripresa”, si legge, “potrà avvenire soltanto sulla base di garanzie assicurative che coprano i rischi collegati agli effetti perduranti nel tempo del Covid-19 ed alle tante variabili ad essi collegati”. Fondamentale anche il ruolo di committenti e coproduttori, che “dovranno caricarsi parte dell’onere della ripresa produttiva e dei danni causati dalle interruzioni delle produzioni”. Ecco perché sarà necessario un accordo tra produttori, Mibact, mondo assicurativo e istituti bancari per consentire la copertura necessaria a garanzia della ripresa produttiva. Fronte committenza, in prima linea ci sarà la Rai, dalla quale Leone si aspetta “un patto di solidarietà” come già fatto da altri servizi pubblici europei, che hanno già comunicato la volontà di partecipare attivamente alla copertura dei costi e dei danni.

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