16 Gennaio 2018  14:45

Media e minori: il parental control non basta più

Eliana Corti
Media e minori: il parental control non basta più

Black Mirror/ Arkangel (©Christos Kalohoridis / Netflix)

“È necessario immaginare una versione 4.0 dei sistemi di tutela”. Il libro bianco di Agcom

Nell’ultima stagione di Black Mirror (Netflix), l’episodio Arkangel (diretto tra l'altro da Jodie Foster) ipotizza l’utilizzo di un sistema di controllo da impiantare nei bambini per non perderli mai di vista, geolocalizzandoli, monitorandone i parametri biologici e addirittura offrendo la possibilità ai genitori di attivare una sorta di parental control, sfumando la visione di quanto sta accadendo nel momento in cui si stia verificando un evento stressante.

Universi distopici a parte, vero è i minori di oggi sanno usare la tecnologia molto meglio dei genitori, sono spesso autonomi davanti a tv e web e sottoposti a molti più stimoli rispetto alla generazione precedente. «Sono individui che godono di ampi tratti di autonomia nell’accesso ai sistemi di comunicazione e sono tecnologicamente esperti», ha infatti affermato Antonio Martusciello, Commissario Agcom durante il suo intervento alla presentazione del Libro Bianco Media e Minori, presso la Camera dei Deputati. Gli strumenti di protezione a disposizione oggi (come la visione accompagnata da un adulto) sono superati, così come i sistemi di parental control, che presuppongono un ruolo attivo delle famiglie le quali sono spesso poco proattive o «prive delle conoscenze tecniche necessarie per assolvere in pieno a tale compito». Ecco perché, secondo Agcom è necessario individuare una versione 4.0 dei sistemi di tutela, per esempio dando la possibilità di tracciare il contenuto potenzialmente lesivo tramite un’impronta digitale, consentendo l’applicazione di sistemi di filtraggio automatico degli stessi. Le tecnologie impiegate devono essere user friendly per agevolare un loro ampio utilizzo». Emerge pertanto, secondo Martusciello, la necessità «di trovare nuove forme di tutela adatte ad un mondo dove i contenuti fluiscono liberamente su diverse reti e diversi device. In un contesto di mercati convergenti, la salvaguardia deve essere dunque estesa tanto ai contenuti che alle reti di trasmissione, secondo un approccio olistico che permetta di proteggere i minori nella loro piena interazione con il complesso dell’ecosistema digitale». In allegato l’abstract del Libro Bianco.

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