16 Novembre 2018  11:46

Rai rilancia sull’intrattenimento

Eliana Corti
Rai rilancia sull’intrattenimento

Fabrizio Salini

L’ad Salini in Vigilanza: ci sarà una struttura dedicata. Ma la riduzione delle risorse da canone renderà tutto più complesso….

Il reperimento delle risorse «necessarie alla copertura dei costi dei progetti previsti dal Contratto di servizio (a partire dai nuovi canali: quello in lingua inglese e quello istituzionale)» sarà «critico» per la Rai. Lo ha dichiarato Fabrizio Salini, amministratore delegato della Rai, nel suo intervento in commissione di Vigilanza. Una previsione fatta alla luce della proposta di legge di bilancio 2019 che prevede la stabilizzazione sia dell’importo del canone a 90 euro che l’attribuzione alla Rai solo del 50% dell’extra-gettito, ha spiegato. Uno scenario che porterà inoltre «strutturalmente in negativo il segno del conto economico». I ricavi da canone che attualmente affluiscono alla Rai ammontano a 1,775mld di euro, pari all’85% delle somme pagate dagli utenti, circa 76 euro sui 90 totali. «L’impatto del 50% dell’extra-gettito è infatti valutabile per Rai in un calo delle risorse di circa 93 milioni di euro, tenuto conto del previgente quadro normativo che attribuiva alla Rai l’intero extra-gettito». Rai è al lavoro con il governo per attuare una «seppur parziale» compensazione dell’importo.

 

PRODUZIONE E INTRATTENIMENTO

 

Salini ha annunciato la creazione di una struttura e di un’area che si occuperà di «format di intrattenimento», come già accade per cinema e fiction. Per quanto riguarda i rapporti con le società di produzione esterne, il valore delle commesse ammontava a circa 131mln di euro nel 2017 (l’importo comprende il valore dei contratti specifici con la società di produzione esterna, gli altri costi esterni connessi al programma e i costi esterni editoriali e costi esterni di produzione). « Più nello specifico dei 131mln di euro complessivi il valore dei contratti verso le società esterne di produzione per l’appalto totale unitamente all’acquisto del format ammonta a circa 75mln di euro nel 2017. I restanti 56mln si riferiscono a costi per il reperimento delle risorse artistiche e a costi di natura produttiva non compresi nell’appalto (conduzioni, studi, scenografia)». La spesa complessiva per la programmazione è pari invece a 540mln. Le società di produzione esterna, dunque, rappresentano il 24% dei costi complessivi. Gli investimenti Rai in fiction e cartoni valgono circa 200mln di euro, quelli in cinema d’acquisto e produzione 250mln e quelli in programmazione sportiva a 180mln. «Inizieremo a pensare a modelli produttivi diversi, contenuti diversi e formati alternativi che servono per alimentare tutti i nostri canali distributivi. E l’individuazione di nuovi generi comporterà naturalmente anche l’ampliamento delle società di produzione coinvolte. La Rai farà molto per la produzione indipendente italiana», ha dichiarato.

 

PUBBLICITÀ

 

Respinte, le accuse di dumping: «Da quando frequento il settore televisivo e di conseguenza pubblicitario il tema degli sconti 80, 90,95% è una pratica ormai accettata dal mercato pubblicitario. Poi per quanto riguarda la Rai nell’ultimo anno i prezzi medi anche per secondo degli spot Rai sono decisamente superiori rispetto a quelli dei principali competitor. Non ravvedo nessuna attività di dumping per quanto riguarda Rai Pubblicità».

 

RISORSE UMANE

 

Salini ha inoltre presentato il Piano di gestione e sviluppo delle risorse umane previsto dal Contratto di Servizio, che avrà il compito di «perseguire l’obiettivo di un nuovo modello di relazioni industriali». Un piano che accompagnerà tutte le azioni necessarie per trasformare la Rai «verso un modello di moderno broadcaster digitale, in grado di cogliere le sfide della multimedialità e dell’innovazione». Coltivare talenti e valorizzare il merito saranno alcuni dei passaggi chiave, ricordando che sono stati inseriti in azienda, in queste settimane, oltre 300 giovani, under 30, vincitori di selezioni pubbliche per ingegneri, tecnici, impiegati, assistenti. Sono state inoltre messe in atto 145 iniziative formative (lo slogan è “le persone al centro”), con l’intenzione di incrementarle. Sempre sul fronte lavoro, dal 2008 al 2017 sono stati stabilizzati oltre 3mila precari, entro gennaio 2019 verranno stabilizzate altre 500 risorse. «Tutto il restante personale utilizzato con contratti di lavoro a termine – si tratta di circa 250 risorse – verrà stabilizzato al massimo al compimento dei 24 mesi di impiego nel corso del 2019 e del 2020». Il costo del lavoro è stato mantenuto stabile intorno al miliardo di euro. C’è inoltre un tavolo aperto con le organizzazioni sindacali per individuare maggiori forme di tutela e prevedere ulteriori percorsi di stabilizzazione per i lavoratori autonomi. Salini ha inoltre parlato di garantire un sistema integrato di informazione e servizi, per avere inoltre un sistema multidirezionale per la comunicazione interna e per conoscere le persone che lavorano in azienda.

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