07 Marzo 2019  09:40

Tatatu: in Italia la prima piattaforma social di intrattenimento

Francesca D'Angelo
Tatatu: in Italia la prima piattaforma social di intrattenimento

L’ideatore, Andrea Iervolino: è la prima espressione di share economy del free time

500 titoli in library, una prima visione assoluta a settimana, 5mila ora di contenuti tra film, sport, musica e game e un obiettivo di 5 milioni di utenti italiani entro la fine del 2019: sono i numeri di Tatatu, la nuova piattaforma on demand che non aspira a fare concorrenza a Netflix e Amazon ma a lanciare un modello di business completamente inedito. «Tatatu è la prima espressione di share economy del free time», spiega il produttore Andrea Iervolino, Ceo e ideatore di Tatatu. «L’idea mi è venuta due anni fa quando chiesi a un ragazzino, che stava navigando online, se secondo lui i social fossero gratuiti. Mi rispose di no: i suoi post venivano ripresi dalla piattaforma quindi in qualche modo lui sentiva di lavorare per quel social. Aveva ragione: le piattaforme non hanno valore senza i propri user». Da qui, l’idea di creare un business model che rispecchiasse tale intuizione rappresentando un’alternativa tra l’offerta free, ma comprensiva di pubblicità, e quella pay. Tatatu si presenta dunque come una piattaforma free (l’iscrizione è gratuita e non esiste abbonamento) i cui utenti ricevono una somma di denaro a fronte di ogni contenuto visto, anche solo parzialmente: più minuti guardi, più guadagni. Il processo si amplifica se inviti altri amici a utilizzare Tatatu: si guadagna anche dalle loro visualizzazioni. Qualora invece non si fosse interessati al denaro, la somma potrà essere devoluta in beneficienza. «I soldi sono erogati in Tatatu coin: il token ha un valore fisso di 25 centesimi e può essere utilizzato nel nostro marketplace per comprare contenuti presenti nella app di Tatatu o nei siti convenzionati». A seconda degli accordi, il premio può essere uno sconto tramite coupon oppure un acquisto completamente gratuito. «Tatatu è anche un modo per combattere la pirateria: all’utente conviene vedere i film sulla nostra piattaforma perché qui ha un ritorno economico», sottolinea Iervolino. Persino alcune star hanno accettato di farsi pagare con la criptovaluta Tatatu coin, come nel caso di Antonio Banderas, presente al lancio in Italia. Attualmente Tatatu è disponibile su Apple Store e Android, mentre da giugno sarà disponibile anche come Tv App. «Quanto a noi, incassiamo come tutti gli altri network o piattaforme: i guadagni arrivano dalla pubblicità», precisa Iervolino, «solo che nel nostro caso condividiamo con i nostri utenti parte del guadagno pubblicitario». Al momento il punto di forza dell’offerta sono i film originali, ossia acquistati o prodotti da Tatatu e proposti in anteprima assoluta, ma l’idea è di aprirsi anche agli short content: «sono il futuro e li proporremo in chiave seriale». Attualmente non sono invece disponibili le partite: l'offerta sportiva si declina in documentari e interviste dedicati a varie discipline agonistiche. Prima del lancio italiano Tatatu era già presente, in formato Beta, in cinque Paesi, Usa, Uk, Nuova Zelanda, Australia, Canada, e utilizzato da 1 milione di users.

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