I numeri del Salone del Mobile di quest’anno non erano affatto scontati: 331 mila visitatori, oltre 100 mila italiani, in crescita, o comunque in linea, sia rispetto allo scorso anno sia rispetto all’edizione 2010 di Eurocucina. L’importante affluenza indica che gli operatori del mondo del mobile hanno risposto positivamente alla proposta dei Saloni, pur in un momento non facile per il mercato.
Per quanto riguarda Eurocucina e FtK, è emersa una decisa volontà di reagire in modo propositivo alle alterne vicende del settore. Infatti, non si può trascurare il fatto che le aziende espositrici hanno fatto investimenti pesanti e coraggiosi in un momento in cui la liquidità va tenuta sotto stretto controllo, con un risultato, dal punto di vista degli allestimenti, che non ha avuto nulla da invidiare alle edizioni precedenti della fiera. Lo stesso si può dire per chi era presente al Fuori Salone.
L’intento più evidente è stato quello di presentarsi con proposte nelle quali la maggioranza dei consumatori possa trovare la soluzione adatta a sé - e soprattutto alle proprie tasche -. Le strade scelte per raggiungere questo risultato però differiscono a seconda dei posizionamenti di mercato. Le aziende che presidiano la fascia media, ad esempio, si sono orientate per la maggior parte verso un’offerta che si può definire “orizzontale”, eliminando le barriere tra i tanti modelli a portafoglio, così da permettere di sommare e integrare le singole parti in una ricetta che può dar vita a un prodotto assolutamente unico per chi lo acquista.
Diversamente, molti dei produttori che presidiano la fascia medio-alta hanno ribadito il carattere distintivo dei modelli proposti, spesso ideati da designer di calibro, esaltando così il valore insito nella creatività e nella capacità produttiva di ciascuno.
Entrambe le strategie hanno un obiettivo comune: mettere nelle mani del rivenditore una serie qualificata di strumenti per costruire un’offerta unica tramite la realizzazione di progetti il più possibile personalizzati. Per questo oggi il negoziante assume la posizione di assoluto protagonista all’interno della filiera. A lui infatti è demandato il compito di ricoprire numerosi e fondamentali ruoli: esperto, consulente, psicologo, problem solver, ma soprattutto, come si accennava, progettista. Quest’ultima professionalità sembra poter fare la differenza nel momento attuale di mercato: chi saprà dosare opportunamente, grazie alla propria cultura ed esperienza, gli ingredienti proposti dai produttori, saprà anche avvincere e legare a sé il cliente finale, qualunque sia la sua disponibilità di spesa.
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