NUOVE STRADE PER NUOVI CONSUMATORI
C’è un tema che, come un fiume carsico, riaffiora insistentemente, anche se velatamente, tra le pagine degli articoli di questo numero di Progetto Cucina. I consumatori cambiano, lentamente ma inesorabilmente, e a volte anche radicalmente. Le classiche clusterizzazioni stanno saltando perché diventa sempre più difficile inserire i clienti in categorie già note o comunque ben definite. Ecco alcuni esempi: chi in questi ultimi due anni ha visto diminuire la propria capacità di spesa ricorre, molto più frequentemente di un tempo, a Internet. In questo immenso coacervo di informazioni ricerca le offerte più vantaggiose e nello stesso tempo acquisisce conoscenze sui prodotti per le quali fino a pochi anni fa si affidava totalmente al rivenditore. E ormai non è più solo la Grande distribuzione del mobile ad attirare l’interesse degli internauti, ma le stesse vendite on line stanno insidiando il mercato tradizionale, soprattutto quello degli elettrodomestici. Chiaramente l’attenzione per questi canali di vendita nasce dal bisogno di spendere meno, ma si dimenticano fattori fondamentali per chi deve arredare una casa: la consulenza, il progetto, il servizio, senza i quali si rischia di spendere i soldi, risparmiati prima, nelle fasi di post-vendita, perché non seguito accuratamente. Per questo Federmobili è in procinto di lanciare una campagna pubblicitaria per permettere ai punti vendita tradizionali di ribadire i plus che li contraddistinguono e comunicare dunque al consumatore che rivolgendosi a loro può ottenere, a volte, non solo gli stessi prezzi, ma in più quella sicurezza di servizio che manca in altri canali.
Un altro esempio: anche i consumatori alto spendenti non hanno più le caratteristiche che usualmente li contraddistinguevano. Sono in molti infatti, per svariati motivi, siano essi economici o di timore per il futuro, a non voler più spendere grandi cifre per i loro acquisti. Nello stesso tempo però non vogliono rinunciare a rivolgersi a brand che siano in linea con il loro status. Ecco perché, come spiegato nell’inchiesta pubblicata su questo numero, i produttori di cucine di fascia alta, per non perdere questi clienti finali, hanno dovuto ampliare le loro gamme lasciando spazio anche a offerte più democratiche.
Non è solo il fattore economico, infine, a determinare il cambiamento degli odierni acquirenti. Mutano infatti anche i gusti: lo abbiamo visto all’ultimo Fuori Salone. Tra le pieghe del minimal si sta insinuando uno stile più caldo, familiare, capace di infondere almeno tra le pareti di casa quella sicurezza che non si trova all’esterno. Sta emergendo dunque un design ibrido, fatto di contaminazioni tra categorie fino a poco tempo fa incrollabili: sempre in queste pagine si rileva come lo stile classico stia lentamente virando verso il moderno, mentre il minimal, a sua volta, si sta stemperando grazie a dettagli attinti dalla tradizione, a materiali rassicuranti che aggiungono nuove sensazioni a quell’algida freddezza che sembra conquistare sempre meno estimatori.
Commenti
Log in o crea un account utente per inviare un commento.