RIPORTARE I CLIENTI NEI NEGOZI
Il mercato si appresta ad affrontare gli ultimi mesi di un anno complesso sotto molti punti di vista. I consumi non danno segno di ripartire e in questa situazione produttori e negozianti si trovano a spartirsi un mercato che si restringe sempre di più e numeri che non sono più certo quelli di un tempo. A ciò si aggiunge il fatto che l’interesse primario dei clienti finali, soprattutto delle nuove generazioni, se da un lato si concentra sull’immobile come fonte di investimento, dall’altro non riserva la stessa priorità a una voce come l’arredo. Sono altri i prodotti cui i giovani aspirano, e si tratta soprattutto dei mezzi tecnologici. Il budget che rimane dunque a disposizione per arredare una casa si sta progressivamente erodendo.
Tutto ciò dovrebbe far riflettere quantomeno sulla necessità da parte di chi produce di trovare nuove strade che sappiano comunicare in modo incisivo il valore intrinseco all’arredo made in Italy: design e qualità, che vengono da una lunga tradizione apprezzata in tutto il mondo, ma che sono dati spesso per scontati nel nostro Paese. E non si può dimenticare la durata nel tempo di questi prodotti, ben diversa dalle offerte che si possono trovare a buon mercato nella Grande distribuzione. Occorrerebbe, in sintesi, una campagna comune di sensibilizzazione verso i prodotti realizzati con sapienza dai marchi storici che caratterizzano il nostro mercato delle cucine. In questo ambito, molto possono fare anche i punti di vendita, che del design e della qualità del made in Italy sono letteralmente i portavoce. Appare interessante dunque l’opportunità offerta da un evento come Milano Design Weekend, previsto a ottobre, pensato proprio per avvicinare consumatori di ogni genere e status agli showroom di mobili. Un’occasione simile andrebbe replicata in altre città d’Italia, e in alcuni casi già avviene, e dovrebbe essere accompagnata da momenti culturali e formativi, che sappiano raccontare ai più giovani, ma non solo, la grande storia della nostra industria, che più di ogni altra ha saputo dar spazio all’ingegno di designer provenienti da ogni parte del mondo. I risultati che promettono queste iniziative potrebbero anche lasciare stupiti. L’amore per il bello non si è sopito con la crisi, così come la voglia di conoscere e di ricercare proposte capaci di soddisfare il proprio ego. Lo testimonia con forza il punto vendita Simon, in copertina questo mese, che basa il rapporto con la propria clientela, e la ricerca di nuovi potenziali consumatori, proprio sulla costante proposta di attività culturali, che richiamano un folto pubblico e rappresentano una fonte sicura di passaparola, il sistema ancora più efficace di guadagnare nuovi acquirenti.
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