CAMBIARE PRIMA DI ESSERNE COSTRETTI...

“Cambia, prima di essere costretto a farlo”, così diceva Jack Welck (ex CEO General Electric). L’entertainment, forse, tanta lungimiranza non sempre ha potuto (e saputo) dimostrarla. Come ci dice il caso delle window ancora oggi un problema che sembra non poter trovare nel breve una soluzione ragionevole.
E’ però davanti ai nostri occhi una mutazione molto spesso traumatica che l’intero settore, a ogni livello, sta conoscendo. Un’evoluzione spesso trainata dalla tecnologia e altrettanto spesso causa di ricadute traumatiche.
Gli organici di molte aziende nel nostro Paese hanno conosciuto riduzioni importanti che ci troviamo a raccontare con grande dispiacere. Da Warner Bros. che “taglia” 16 persone nella rete commerciale milanese e 6 nella sede romana a Paramount che a inizio anno ha chiuso la filiale italiana. Altre società poi hanno dato vita a fusioni come 01 diventata divisione di Rai Cinema alla stessa stregua di quanto accadde qualche mese fa in casa Medusa. Senza dimenticare la recente fuoriuscita di manager di rilievo da Blockbuster Italia. E ricordandoci quante chiusure di negozi abbiamo dovuto registrare in questi ultimi due anni.
Nella direzione di queste ristrutturazioni non mancano esperienze pionieristiche da parte di alcune aziende che offrono spunti incoraggianti, facendoci capire che - pur con scelte dolorose come la riduzione degli organici - è possibile stare da protagonisti sul mercato. Che oggi, giocoforza, impone nuovi parametri e nuove esigenze: snellezza operativa, velocità nel “capire” le nuove tendenze. Così come i traumatici cambiamenti del mercato hanno addirittura aperto nuove opportunità occupazionali; diversi professionisti sono stati in grado di capitalizzare la propria esperienza e rigiocarsi in nuovi ruoli, in nuovi ambiti, ma sempre nell’entertainment.
Sentiamo però il dovere di sottolineare come “in mezzo al cambiamento necessario” ci siano fattori che ancora ci legano, e ci devono legare, al passato. E che non variano: la ricerca della qualità e l’attenzione a studiare il consumatore finale. La qualità è quel fattore che permette al supporto fisico di essere tuttora vincente rispetto all’offerta liquida; ovviamente quella legale. Il Blu ray può diventare un moltiplicatore di business ancora più forte con la creazione di “nuovi eventi” attorno alle grandi riedizioni. Come accaduto, per fare qualche esempio, per Arancia meccanica a Cannes, come accadrà per Scarface a Venezia, potendo sfruttare la presenza al Festival di Al Pacino. Come accadrà, certamente, per l’atteso rilancio in Bd di Star Wars e come prima ancora è accaduto per il Signore degli Anelli.
Studiare e soddisfare sempre il consumatore è più che mai un imperativo e una sfida di essenziale importanza. Per vincerla occorre rimettersi in discussione e, appunto, “cambiare”. Essere autori e protagonisti del cambiamento, prima di ritrovarsi a “subirlo”.

Commenti

cosa è e cosa potra' continuare ad essere la videoteca?

riporto un post, dopo avergliene chiesto il permesso di Antonio, un titolare di videoteca di Prato:
"Che il mondo sia in evoluzione è ovvio e palese. Che la tecnologia stia sempre più cambiando il modo di usufruire dei servizi è altrettanto ovvio, ma che certi servizi siano diventati obsoleti per il semplice evolversi delle cose è tutto da dimostrare.

Intanto facciamo una precisazione, la videoteca per sua definizione è sempre stata all'avanguardia nel tipo di servizio da offrire e soprattutto è stata sempre tra le prime ad approntare modifiche allo scopo di poter rimanere al passo con i tempi.

Il concetto di videoteca per 30 anni è stata addirittura proiettato nel futuro e concettualmente lo sarà per almeno altri 30 anni. A cosa mi riferisco? Alla possibilità dell'utente di poter vedere quello che vuole e quando vuole.

In un mondo dove era la televisione a farla da padrona, dove era un'annunciatrice a dirti cosa avresti visto e a che ora lo avresti potuto vedere, la videoteca rappresentava la possibilità di rompere tutti gli schemi, aggiungendo la possibilità di poter rivedere una scena particolarmente piacevole o un dialogo non pienamente compreso. Non a caso ormai tutte le televisioni a pagamento sfruttano a pieno questa potenzialita( mysky con Sky, Premium on demand con Mediaset) con un ritardo di oltre 30 anni. E infatti tutte quelle videoteche che sono riuscite a limitare gli svantaggi tramite profondità di copia e quantità di scelta, negli anni ne hanno notevolmente beneficiato.

Inoltre ricordo a tutti i colleghi che la videoteca ha sempre cercato di rimanere al passo con i tempi. Quando c'era il Betamax noleggiava quelli, poi sono arrivate le VHS per poi essere soppiantate dal DVD per finire con il Blu-ray. Addirittura la videoteca forniva un servizio, all'inizio beneficiato da pochi, ma che poi ha contagiato tutti( mi riferisco al passaggio al dvd che non è stato repentino e immediato).

Per far capire anche ai più restii il concetto, anche quando sono comparsi i distributori automatici( permettendo addirittura di non porre limiti all'orario) i videotecari non si sono tirati indietro, alcuni magari aggiungendo un ulteriore servizio a quello già fornito, altri modificando completamente la propria impostazione.

Questo semplicemente perchè il videotecaro non si è mai fossilizzato sul tipo di supporto con il quale veniva trasmesso il film e la relativa emozione derivata, come non si è fossilizzato a dare SOLO un certo tipo di servizio( chi lo ha fatto probabilmente ne ha pagato più di altri le conseguenze).

Ora c'è il digitale e tutti a parlare della comodità di non dover uscire di casa, che il supporto fisico è superato ecc.. senza riflettere sul fatto, che molto probabilmente, in un mondo normale, dove i principi sono supportati dalle regole e dove le regole valgono per tutti, noi videotecari saremmo in prima fila, a fare ancora i nostri incassi e a provare soddisfazione nel nostro lavoro nonostante e grazie al nuovo che avanza.

Infatti, già alcune videoteche, hanno cercato di affacciarsi al mondo digitale creando prima Alfabat e poi il VOD dimostrando, almeno concettualmente, che il videotecaro non è un dinosauro in attesa dell'estinzione, ma pronto a mettersi in discussione.

Ma ovviamente le cose non stanno andando così e questo non dipendente dalla tecnologia, ma dall'uso distorto che se ne fa. Perchè sia ben chiaro non è internet che ci sta distruggendo( che per me rimane cosa buona e giusta), ma è il tuttogratis e il non rispetto delle finestre di distribuzione a impedire a noi onesti lavoratori di poter, ancora una volta cavalcare l'onda e trarne beneficio.

Secondo questa logica, il lavoro dell'AGCOM è encomiabile, rivolto non a distruggere internet( come qualche ottuso pensa parlando a vanvere di censura), ma ad eliminare quel malcostume che impedisce ai servizi legali di potersi imporre sul mercato.

Infatti credo fermamente che se la regolamentazione AGCOM riuscisse a raggiungere il suo scopo, dovremmo metterci tutti in testa, che le cose non potranno mai tornare più come prima. Forse nel breve periodo la videoteca vecchio stampo potrà ritrovare un po' di ossigeno e magari nel suo piccolo potrà ancora dare "quel" tipo di servizio( non tutti usano internet e non tutti lo vogliono usare), ma nel prossimo futuro vedo una videoteca capace di ampliare la sua offerta, sfruttando finalmente appieno le potenzialità di internet e magari mantenendo anche l'assetto tradizionale per tutta quella clientela più restia alle novità.

Concludo e ripeto dicendo che la gente la deve smettere di pensare a noi come al passato( non lo siamo mai stati), ma invece deve pensare a noi come al nuovo, ad un settore che non ha mai disdegnato uno sguardo verso il futuro, magari apportando investimenti, che all'inizio potevano sembrare un salto nel buio, ma che poi hanno messo in evidenza la nostra capacità di essere sempre un passo avanti. Oggi i nostri investimenti, per la prima volta, si sono fermati, perchè l'inciviltà ha preso il sopravvento.

Se esistero mondi paralleli, ce ne sarà sicuramente qualcuno dove la videoteca è e rimane il fulcro del servizo homevideo. Permetterà a tutti gli utenti di potersi vedere un film seduto sulla poltrona di casa senza dover uscire grazie al VOD e permetterà a tutti coloro che ancora piace fare due passi e magari scambiare quattro chiacchere di potersi rivolgere al negozio vicino.

Ma purtroppo, per adesso, il nostro mondo è quello sbagliato!

Scusate la lungaggine."

credo che racchiuda il pensiero della maggioranza di titolari di Videoteca, mai stati "antichi" e che a tutt'ora sorpassati non vorrebbero sentirsi, men che meno inutili. Graziano

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Antonio Allocati


Nato il 3 dicembre 1966 a Como
Dirigo Trade Home Entertainment dall’aprile del 2001, sono in Editoriale Duesse... non mi ricordo da quanto...

Mi piace: il cinema, la musica da scoprire e ascoltare con i miei figli scatenati, Giacomo e Mattia. E la Juventus

Non mi piace: la pirateria e chi filosofeggia a suo favore

I Dvd che mi porterei sull“isola deserta”? tutto Stanley Kubrick e Billy Wilder e anche Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto di Elio Petri


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