L’Univideo che verrà
Non è importante il “chi” ma “cosa” avrà in agenda il nuovo presidente Univideo che all’inizio del prossimo anno guiderà l’associazione. Il mandato di Roberto Guerrazzi ha coinciso con una nuova stagione, fatta di maggiore e proficua coesione interna. Di un’operatività concretamente basata su strategie condivise. E’ fondamentale, in una fase di grande delicatezza come è quella attuale, non disperdere il lavoro svolto in questi mesi ma inserirsi con rinnovata decisione in questo solco, raccogliendo e affrontando diverse, necessarie sfide (l’impegno dell’associazione sull’armonizzazione dell’Iva, questione tornata di grande attualità va in questo senso sottolineato). A partire dalle cosiddette Giornate professionali dell’home video, fondamentale momento di confronto tra gli attori del comparto a ogni livello.
E poi, c’è tantissimo da fare ancora sul Blu-ray. Come abbiamo già detto, come è stato detto in molte occasioni su queste pagine attraverso interviste e contributi, in seno a Univideo dovrebbe essere creato un gruppo di lavoro specifico dedicato a svolgere quella essenzoale opera di informazione e promozione per la tecnologia. Coinvolgendo anche il trade ossia gli entertainment specialist, le grandi superfici dell’elettronica di consumo e alcune insegne della Gd. L’alta definizione è il passe-partout che ha il nostro settore per costruirsi una “nuova pelle” e accrescere il proprio appeal nei confronti delle nuove generazioni. Per arrivare al consumatore finale. Ma occorre fare educazione e formazione e il “luogo” dove cultura e tecnologia possono convivere proficuamente è proprio all’interno dell’Univideo. Facendo ciò che il Blu ray Disc Group non è stata in grado di fare.
Ovviamente c’è la pirateria: l’associazione ha fatto sentire la sua presenza costantemente nei numerosi convegni che stanno accompagnando il faticoso, estenuante iter del provvedimento Agcom; questo ci può far ben sperare affinché le istanze dell’home video siano ascoltate e recepite. Vedi la “questione dei siti esteri” di cui parliamo all’interno del numero.
Rimane anche l’essenziale aspetto della comunicazione “all’esterno” su cui l’associazione deve, ancora di più lavorare, così come nel delicato ambito dei rapporti interassociativi. Questa alcune tra le numerose questioni aperte a cui l’associazione nell’identificare lo sviluppo del programma e chi guiderà la sua concretizzazione dovrà guardare.
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