Un cambiamento permanente per difendere i margini

 

 

L’erosione della marginalità rappresenta sicuramente uno dei dati più allarmanti degli ultimi anni per il nostro settore. La cause sono note: aumento dei punti vendita, maggiore competitività, concorrenza delle grandi superfici (soprattutto dell’area bricolage), crescita del costo delle materie prime.

Questa situazione sta mettendo in seria difficoltà la fascia più fragile della distribuzione, ovvero quella che si è sempre accontentata di una redditività ai limiti della sopravvivenza (un maggior approfondimento su questo argomento lo trovate a pagina 32).

Il fenomeno è stato aggravato dagli effetti della crisi economica innanzitutto sotto due profili: contrazione dei consumi e stretta creditizia.

Tale scenario rende urgente mettere in campo delle azioni che consentano di reagire alle difficoltà. Si tratta, in ultima analisi, di quello che dovrebbe rappresentare l’orientamento costante di ogni attività commerciale: il cambiamento permanente.

Cosa significa? Nulla di sconvolgente, per carità, gli antidoti alla crisi sono già in circolazione e li vediamo negli atteggiamenti virtuosi di molte organizzazioni che in questo ultimo periodo hanno avviato o accelerato processi di cambiamento dell’offerta merceologica orientandola soprattutto ai segmenti di qualità, a maggior valore aggiunto.

C’è chi ha scelto, invece, la strada dell’aggregazione con altri rivenditori come condizione per raggiungere quei volumi di acquisto e di vendita che consentono di presidiare il margine con maggior vigore.

Sono solo esempi, ma indicano che non si può stare a guardare sperando che arrivino tempi migliori. Il margine non è mai una gentile concessione dell’industria, ma uno spazio di libertà economica che va difeso e, se possibile, incrementato con quelle azioni commerciali che di fatto rappresentano il cuore stesso dell’attività d’impresa.

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Elena Scandroglio


Nata a: Busto Arsizio (Va)

In Editoriale Duesse dal: febbraio 2000.

Esperta in: suonare il pianoforte.

Quando non scrive su AB si occupa di: dei suoi due figli.

Le piace: leggere, viaggiare, il mare, la moda, cucinare, la musica classica e quella moderna.

Non ama: il disordine, la confusione.

Le sue passioni: il design, i mosaici, le ceramiche e una cascata d'acqua colorata.

Il film rivisto più volte: Notthing Hill.

Il brano musicale che cambia la vita: le canzoni di Vasco.


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