Editoriale Cinema

Rivista Abitare il bagno

Editoriale – Serve un atto di umiltà: impariamo dai serial

Da molto tempo il cinema italiano sembra aver perso il contatto con il pubblico e i numeri sono ormai impietosi (vedi anche lo speciale a pag. 18 del numero di Box Office del 15 giugno). Il pubblico tende a fruire prodotto audiovisivo di ogni genere e nazionalità attraverso le piattaforme streaming, soprattutto serie Tv, e le aspettative verso la qualità del prodotto cinematografico tricolore si sono inevitabilmente alzate. Significa forse che il cinema nazionale in sala sia finito? Tutt’altro. È assodato, infatti, che chi guarda serie Tv sia anche lo spettatore più propenso a vedere film sul grande schermo. Ma bisogna prendere atto che i giovani, il pubblico di domani, il target che oggi genera i numeri più importanti in sala (vedi The Batman e Doctor Strange 2), adora le serie Tv, sia italiane che internazionali. Nel corso degli anni, infatti, l’Italia ha dimostrato di saper creare prodotti seriali di grandissimo appeal, capaci di imporsi con forza in tutto il mondo. Basti pensare a I Medici, L’amica geniale, Gomorra, Diavoli, Romulus e i recenti Blanca e Bang Bang Baby. Gli ingredienti del successo? Storie ambiziose, cast corali (in alcuni casi con attori e registi di fama mondiale), budget importanti, coproduzioni internazionali e, soprattutto, progetti realizzati con l’obiettivo di affermarsi all’estero. Tutti ingredienti che oggi, purtroppo, mancano al cinema italiano, trincerato dietro vecchie logiche e fiaccato da un sistema autocelebrativo sempre più slegato agli incassi in sala. Produciamo una media di 250-350 fil all’anno, di cui solo 30-40 titoli con budget oltre i 3,5 milioni di euro (dati DG Cinema e Audiovisivo del MiC). Così come sono pochissimi i film che registrano risultati al box office sopra il milione di euro (solo 14 su oltre 250 dalla ripartenza 2021 ad aprile 2022; dati Cinetel). Serve un cambio di paradigma. Il cinema italiano è chiamato a fare un esame di coscienza, a interrogarsi sui propri errori e, allo stesso tempo, a compiere un grande atto di umiltà per trarre spunto da quella serialità nazionale che in questi anni ha tenuto alta la bandiera tricolore anche all’estero. Certo, le serie Tv possono essere fruite ovunque, rientrano già in un abbonamento e non richiedono lo sforzo di uscire di casa e comprare un biglietto. Ma proprio per questo il cinema è chiamato a competere con maggior forza e a compiere un grande salto in avanti sul fronte qualitativo che, se non sarà fatto presto, vedrà erodere ancora di più la propria quota di incassi a discapito di tutto il settore.