04 Settembre 2017  17:21

Cuciniello, dati sconfortanti sull'estate

Stefano Radice
Cuciniello, dati sconfortanti sull'estate

Luigi Cuciniello, presidente Anec

Il dibattito organizzato dall'associazione al Lido di Venezia sui problemi legati alla stagionalità

Una riflessione sull’estate e il mercato ma anche l’occasione di presentare esperienze di esercizio innovative. Con questo spirito si è tenuto questa mattina al Lido di Venezia, presso la sala dell’Ente dello Spettacolo all’Hotel Excelsior, il convegno voluto dall’Anec e intitolato ‘Il cinema è vivo, viva le sale!’ che è stato corredato da una serie di dati relativi al mercato cinematografico negli ultimi anni, in particolare in confronto con i principali Paesi europei, presentati da Antonio Autieri. Nel suo intervento introduttivo, ha dichiarato Luigi Cuciniello, presidente Anec: “La riflessione di questa mattina parte con un giudizio negativo sull’estate. I dati sono sconfortanti e non dobbiamo nasconderlo; si tratta di uno dei peggiori risultati degli ultimi anni e senza eventi sportivi concomitanti. Non smetteremo di parlarne finché i risultati saranno questi: solo il 10% di presenze dell’anno vengono ottenute tra giugno e agosto. In Francia l’estate vale il 22%, in Spagna il 25% e in Gran Bretagna il 21%. Impensabile che il mercato funzioni se l’estate vale solo il 10%. Lamentiamo, come sempre, la totale assenza del cinema italiano. Capiamo che ci sono difficoltà per distributori e produttori nel rischiare un’uscita estiva, ma non possiamo tollerare che il cinema nazionale sparisca per tre mesi. Questo comporta strozzature assurde in altri mesi dell’anno; il sovraffollamento di uscite in altri periodi è arrivato a danneggiare il Natale cinematografico, soprattutto del cinema italiano. Ci vuole una valutazione seria con contromisure immediate, altrimenti l’alternativa è che i cinema in estate chiudano perché abbiamo costi che diventano insostenibili. Le porte Anec sono aperte a un dialogo su tutti i temi ma bisogna arrivare a un risultato concreto”. Mario Lorini, esercente toscano di Poggibonsi e vicepresidente Fice ha presentato il progetto da lui ideato e avviato di multisala naturale che vede in rete gli schermi di tre comuni: la stessa Poggibonsi, Certaldo e Colle Val d’Elsa: “In totale – ha dichiarato Lorini – si tratta di sette schermi che saliranno a nove. Un progetto che abbiamo sviluppato grazie anche al supporto della Toscana Film Commission. L’idea da cui siamo partiti è semplice: i tre comuni sono vicini e quindi anche i cinema; perché non metterli in rete? Abbiamo così dato vita a questa multisala naturale in cui i diversi cinema hanno messo insieme le biglietterie per abbonamenti che riguardano tutte le sale; abbiamo sviluppato servizi logistici comuni e la parte della comunicazione. Con le azioni messe in atto le sale hanno ottenuto risultati superiori alle medie nazionali del segmento. La novità è la programmazione congiunta, andando oltre la concorrenza che queste sale si sono fatte nel passato. Sono cinema in prossimità del centro cittadino e inseriti in un contesto da far vivere sempre di più. Abbiamo in programma una serie di azioni per coinvolgere i giovani e un programma di coinvolgimento delle scuole in un percorso di formazione”. Riccardo Bizzarri, vicepresidente Anec Umbria, e gestore dello Zenit di Perugia si è soffermato soprattutto sui problemi con la distribuzione: “Il rapporto con i distributori è sempre conflittuale mentre dovremmo lavorare insieme per ottenere il miglior risultato per i film. Ci vorrebbe la multiprogrammazione che per le piccole sale sarebbe fondamentale ma che poi non è mai partita. Altra cosa che non capisco è perché i distributori continuino a chiederci minimi garantiti per i film in rassegna e le percentuali di noleggio continuano ad essere troppo alte. Sono arrivato alla conclusione che la loro politica punti a favorire i multiplex”. La parola è poi passata a Gianantonio Furlan, IMG Cinemas di Mestre, che è tornato a parlare di estate: “Questo è il nostro problema di sempre; non è cambiato nulla come si è visto dai dati. Una ricerca GFK presentata durante Ciné a Riccione, ha detto che gli italiani in estate preferiscono altre attività al cinema. Ma se non c’è offerta di film, non ci sarà neanche la domanda. Netflix o Sky non potrebbero permettersi di stare fermi tre mesi. Come potremmo farlo noi esercenti? Vero che si sta andando verso una consumazione di prodotto audiovisivo alternativa alla sala ma il nostro settore è immobile rispetto a questo problema. L’unica cosa che si può fare è che tutte le associazioni, con il supporto del Mibact, creino un tavolo in cui le parti si assumano la responsabilità di prendere decisioni perché l’offerta di cinema sia continuativa. Solo così può crescere il mercato”. Gli ha fatto eco Richard Borg, direttore generale e amministratore delegato di Universal: “Da anni c’è l’esigenza di sedersi a un tavolo per evitare che il mercato affondi. Siamo operatori dello stesso settore ma dobbiamo farlo funzionare nel migliore dei modi; l’Anica sul tema si sta dando da fare in modo concreto. Dico anche che chi è intenzionato a far cambiare le cose, deve farlo capire con chiarezza”. In chiusura Domenico Dinoia, presidente Fice, ha sottolineato: “Ci sono registi che continuano a lavorare per la sala come luogo naturale per il cinema. Ci sono imprenditori, come Cerri a Milano, che stanno investendo in moderne multisale cittadine. Inoltre, la nuova legge dovrebbe consentire alle Regioni e ai Comuni di trovare sale da ristrutturare e riaprire per conquistare nuovo pubblico. Se vogliamo davvero far sì che il mercato cresca, tutti dovremmo fare qualcosa in più per migliorare il settore. Ad esempio, ho tenuto aperto ad agosto il cinema Palestrina di Milano, ottenendo un incasso superiore a quello registrato in altri mesi. Nella desertificazione dei film in estate, come sempre sono scomparsi i film per gli adulti e questa è un trend drammatico da superare”. La giornata si è chiusa con l’intervento di Giorgio Ferrero, vicepresidente Anec e presidente Anec regionale Lazio: “E’ ora di proporre film in estate; siamo l’unico mercato in cui si lavora nove mesi. Se i numeri rimarranno questi, l’unica soluzione sarà chiudere in estate e lasciare solo le arene. A queste condizioni la prossima estate non potremo supportarla economicamente”.

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