15 Aprile 2017  16:44

Del Brocco, pochi film italiani a Cannes? Non è una tragedia

Stefano Radice
Del Brocco, pochi film italiani a Cannes? Non è una tragedia

L'amministratore delegato di Rai Cinema parla anche della nuova linea produttiva della società pubblica

Per il cinema italiano, penalizzato negli incassi di stagione e assente per il secondo anno consecutivo dal concorso ufficiale a Cannes, non mancano i problemi, ma la situazione "non è affatto catastrofica, come invece mi è capitato di leggere". Ne è convinto Paolo Del Brocco, amministratore delegato di Rai Cinema, in questi giorni a Pechino come membro della giuria del Beijing International Film Festival (16-23 aprile). "Contrariamente a quello che molti pensano, il cinema italiano ha molta visibilità sui mercati esteri", dichiara all'Ansa Del Brocco. "Basti pensare a Fuocoammare, venduto in 70 Paesi e presentato in 50 Festival. Certo, è vero che ci mancano i blockbuster". Come giudica allora l'assenza per il secondo anno consecutivo di film italiani in gara per la Palma d'oro a Cannes? "Non è una tragedia. Tre anni fa avevamo in concorso tre film, l'anno scorso ne avevamo sei nelle sezioni collaterali, una delle nostre presenze maggiori. E anche quest'anno, aspettiamo di vedere le altre sezioni. In ogni caso sono pronti dei film significativi e belli, ci rifaremo negli altri festival". Intanto la presenza sostanziosa di Italia al Beijing Film Fest è anche un'occasione per lavorare a trovare "la strada migliore per far arrivare i film italiani in Cina e vie produttive e narrative giuste per collaborare insieme su nuovi progetti". Obiettivi non facili, ma "ad aiutarci c'è l'accordo di cooperazione firmato durante la visita in Cina del presidente Mattarella", spiega il manager. Bisogna "avere ben chiaro qual è il target dei progetti, fare film con caratteristiche che possono piacere a entrambi i pubblici", specifica Del Brocco, che si sofferma anche sulla flessione al box office delle commedie: "Era abbastanza prevedibile un calo per le commedie, intese come film comici.Per questo a Rai Cinema ne abbiamo prodotte meno, puntando già da un po' su una linea pop più” graffiante e surreale, con film come Lo chiamavano Jeeg Robot o Smetto quando voglio. Su questa strada abbiamo in uscita nei prossimi mesi anche Amore e malavita dei Manetti, Brutti e cattivi di Cosimo Gomez e il terzo capitolo di Smetto quando voglio". Anche il nostro cinema d'autore fatica al botteghino: "Bisogna rieducare il gusto del pubblico a vedere delle storie, andando oltre i generi, permettendo agli spettatori di identificarsi. Non è un percorso breve, non ci spaventano all'inizio incassi più bassi, ma è un lavoro che come servizio pubblico sentiamo di dover fare". Per Del Brocco "non va disabituato il pubblico dal vedere i film in sala". Inevitabile un riferimento ai mercoledì a 2 euro: "Per formarmi un'opinione definitiva aspetto di vedere il rapporto che sta preparando sul tema l'Anica. Il pubblico ha apprezzato, e anche questo è da tenere in conto. Ma bisogna capire se i mercoledì a due euro abbiano portato nuovi spettatori o spostato quelli che già c'erano".

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