14 Aprile 2020  09:35

Ep. 1: Come ripartire? - Parla Andrea Occhipinti

Paolo Sinopoli
Ep. 1: Come ripartire? - Parla Andrea Occhipinti

Andrea Occhipinti (© Getty Images)

Le riflessioni del Ceo di Lucky Red e ad di Circuito Cinema

Iniziamo su e-duesse una rubrica con gli interventi di alcuni esponenti dell’industria cinematografica che provano a immaginare in che direzione andrà il settore una volta che i cinema riapriranno.

«Quando i cinema riapriranno, bisognerà ripartire da una comunicazione importante, mettendo in piedi una festa del cinema di più settimane (la durata sarà da stabilire con tutta l’industria) a prezzo agevolato e con un'offerta forte ed eterogenea», spiega Andrea Occhipinti, Ceo di Lucky Red e ad di Circuito Cinema, in un’intervista esclusiva a e-duesse. «Non escluderei anche la possibilità di riportare in sala blockbuster storici in attesa che arrivino in sala le grandi produzioni americane. Bisogna dar vita a un evento in pompa magna».
Pensa che una volta che i cinema riapriranno, le distribuzioni metteranno i film?
Non sarà semplice, perché tutti dovremo mettere in conto incassi inferiori al passato, perlomeno in una fase iniziale. In questo senso sarà fondamentale il ruolo del Ministero, che potrebbe stanziare un tax credit “potenziato” sulle P&A dei film italiani che usciranno in quel periodo. La ripresa sarà lenta e graduale, ma con i giusti incentivi si potrebbero ridurre le perdite inevitabili. Il prodotto italiano sarà molto prezioso e potrebbe ritagliarsi uno spazio privilegiato. Bisognerà rimettere in moto la passione per il cinema e preparare il terreno per il lancio dei blockbuster più attesi dal pubblico.
E per quanto riguarda l’escalator, il rapporto con televisioni e pay Tv?
A cinema chiusi e nella fase di ripartenza andrebbero rivisti alcuni criteri di valorizzazione dei film. In un confronto costruttivo tra le parti, si potrebbero valutare il potenziale e le aspettative di incasso di un film prima dell’emergenza Coronavirus, così da fissare il valore del film indipendentemente dal risultato poi ottenuto al box office. Sarà una misura necessaria per evitare il collasso di un settore che dipende in gran parte dalle televisioni.
Entrando nel periodo ipotetico, sarebbe favorevole alla riapertura delle sale con restrizioni, o attenderebbe la fine dell’incubo e riaprire senza limitazioni?
Dovremo aggiustare il tiro poco alla volta, ma dobbiamo prepararci al peggio. Certo stiamo andando verso una stagione complessa che potrebbe durare mesi, forse con limitazioni alle sale. Se poi non ci saranno, meglio. Ma se ci sarà la possibilità di riaprire le sale con restrizioni stabilite dal governo, dovremo valutare seriamente questa possibilità.
Dall’America sono stati mossi i primi passi verso una “rottura” della window e anche in Italia si sta tentando di portare in streaming alcuni film non ancora usciti in sala. Lei cosa ne pensa?
Al momento non vedo nessuna fuga in avanti in Italia. I grandi cambiamenti potranno arrivare solo dagli Usa, mentre in Italia si sta giustamente tentando di trovare una strada alternativa e contestuale a questa grande emergenza che vede i cinema chiusi. Certo è che ci vorrà flessibilità, con un solo obiettivo: riportare la gente al cinema e tornare alla normalità. Alcuni esercenti, ad esempio, ci hanno chiesto di portare in sala film anche se sono stati già distribuiti sulle piattaforme. Bisognerà pensare ai film che il pubblico vorrà vedere in sala, indipendentemente da ciò che è accaduto in questi mesi di stallo e limitare i danni.
Quindi propone di dimenticare quanto è accaduto e di voltare completamente pagina?
No, perché inevitabilmente questi mesi lasceranno un segno indelebile nelle nostre vite, nel bene e nel male. La mia speranza è che si faccia tesoro di quanto vissuto e che si risponda con nuove idee. Ci siamo resi conto che in casi di emergenza straordinaria come questo, il nostro settore si ferma completamente, compromettendo la sua sopravvivenza. Non possiamo lasciarci trovare impreparati se dovesse riaccadere qualcosa di simile. I circuiti cinematografici daranno vita a proprie piattaforme? Si proverà a sdoganare il premium vod? Non lo so, ma certo è che qualcosa cambierà e andranno creati ammortizzatori in grado di resistere ai colpi di una nuova emergenza.

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