25 Gennaio 2017  10:25

Italia Creativa, cultura vale 48 miliardi

Paolo Sinopoli
Italia Creativa, cultura vale 48 miliardi

Il ministro Dario Franceschini alla seconda edizione dello studio “Italia Creativa”, realizzato da Ernst & Young

Presentato lo studio di Ernst & Young sull’anno 2015. Il commento del ministro Dario Franceschini

Una filiera creativa del valore di 47,9 miliardi di euro complessivi (di cui 41,1 miliardi diretti). È questo quanto emerso nella seconda edizione dello studio “Italia Creativa”, realizzato da Ernst & Young, focalizzato sul mercato italiano del 2015 e presentato ieri alla Triennale di Milano. Secondo il rapporto, il settore della cultura e della creatività (in cui rientrano audiovisivo, arti visive, arti performative, libri, musica, videogiochi, architettura, radio, quotidiani e periodici e pubblicità) occupa oltre un milione di persone, di cui 883mila dirette. Inoltre, le stime mostrano che il valore economico odierno è pari a due terzi del valore che l’industria potrebbe generare se riuscisse a sfruttare le opportunità di crescita e a contrastare le minacce che incombono su di essa. Per EY, infatti, il valore economico potenziale è di 72 miliardi di euro, mentre l’occupazione potrebbe raggiungere quota 1,6 milioni. Inoltre, il valore del comparto dell'audiovisivo è stimato sui 14 miliardi di dollari, con 180mila impiegati.

Prima dell’intervento del Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Dario Franceschini, si è svolto un convegno moderato da Marco Fratini (giornalista di La7) incentrato sul tema “Minacce al settore creativo e culturale e opportunità di sviluppo”. Tra i relatori Fedele Confalonieri (presidente di Mediaset), Filippo Sugar (presidente di Siae), Luciano Fontana (direttore del Corriere della Sera), Donato Iacovone (ad di EY in italia e Managing Partner dell’area Med), Antonella Mansi (vice presidente di Confindustria) e il cantante/musicista Manuel Agnelli. Per Confalonieri, sono due i nemici principali da contrastare: la pirateria e il value gap, ovvero la differenza tra quanto generato dai contenuti creativi online e quanto riconosciuto ai creatori dei contenuti. A questo proposito le associazioni di categoria (tra cui Siae, Anec, Anem e Univideo) hanno firmato una lettera rivolta a Dario Franceschini, a cui si chiede un maggiore sostegno del governo nella lotta alla pirateria e nella protezione dei diritti dei titolari dei contenuti creativi e culturali in Europa.

Al termine della presentazione è intervenuto il Ministro dei Beni e delle Attività Culturale del Turismo, Dario Franceschini: «Vorrei sottolineare i tanti passi avanti compiuti in questo settore e lo dimostrano i numeri presentati sull’industria culturale. Sono aumentate le risorse e sono entrate in vigore nuove leggi. Abbiamo approvato la nuova legge cinema e il bando di 114 milioni destinato alle regioni del Mezzogiorno per le industrie creative. Hanno funzionato bene anche iniziative come la prima domenica del mese gratuita nei musei statali e il secondo mercoledì del mese a 2 euro per i cinema. Operazioni fondamentali per ampliare il pubblico, che deve essere la nostra preoccupazione principale, i cui frutti si vedranno solo sul lungo termine. Allo stesso tempo dobbiamo contrastare la pirateria e lavorare per la tutela del diritto di autore. In questo senso è fondamentale l’educazione dei ragazzi. Senza dimenticare, però, che l’avvento del digitale è un’enorme opportunità per coniugare lo sviluppo digital con la creatività italiana. Attualmente stiamo lavorando su una campagna promozionale del Ministero anche attraverso le pubblicità istituzionali per la tutela del diritto di autore e sulla lotta alla pirateria. Mentre con il Ministro dell’Istruzione Valeria Fedeli stiamo ragionando sulla pianificazione di una campagna nelle scuole su questi temi. E oggi che l’Europa non potrà contare sul Regno Unito, l’Italia deve iniziare a giocare in attacco unendo le forze con altri Paesi per ragionare come un mercato integrato».

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