18 Settembre 2009  15:49

La Rete ancora tabù per un italiano su due

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La Rete ancora tabù per un italiano su due

Presentata l’edizione 2009 dell’’indagine condotta da Nielsen per conto dell'Osservatorio permanente sui contenuti digitali

Nel corso di una conferenza stampa svoltasi questa mattina a Milano, presso il palazzo delle Stelline, sono stati presentati i dati dell’indagine focalizzata sui comportamenti sociali e culturali dei consumatori digitali realizzata nell’ambito delle attività dell’Osservatorio sui Contenuti digitali (creato nel 2007 da Aidro, Aie, Anica, Fimi, Pmi, Univideo).
L’incontro, moderato da Enrico Pagliarini di Radio24, è stato introdotto dall’intervento di Enzo Mazza (presidente Fimi) che, facendo il punto sui tre anni dell’Osservatorio, ha anche evidenziato le molte potenzialità inespresse sin qui dalla tecnologia e dai suoi utlizzi. L’indagine 2009 è stata presentata da Claudia Baroni di Nielsen ed evidenzia quasi una spaccatura in due del Paese: il 45% degli italiani, infatti, tuttora non utilizza Internet. Interessante è comunque rilevare che il 26% degli italiani che usano Internet pagherebbe per sottoscrivere un abbonamento a un servizio on-line che fornisca un accesso illimitato ai film o alla musica. Di seguito, si è svolta una tavola rotonda a cui hanno partecipato Fernando Folini (Folini Editore e Responsabile Commissione Editoria Digitale Aie); Pietro Ietto (direttore generale Cinecittà); Lamberto Mancini (direttore Generale Cinecittà Studios e segretario generale Anica); Egidio Pusateri (amministratore Delegato di Paramount Home Entertainment Italy e vice Presidente Univideo) e Rudy Zerbi (President & Managing Director Sony Music Entertainment Italy e vice presidente Fimi).
Pusateri, nel suo intervento, ha voluto mettere in luce le difficoltà delle aziende che operano nell’home video soprattutto per l’assenza di una volontà politica per frenare il fenomeno dilagante della pirateria. Mancini ha rilevato che la tecnologia, e nella fattispecie il 3D e le proiezioni digitali, stanno rivalutando significativamente il ruolo della sala.

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Stefano Radice

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