05 Ottobre 2018  16:36

Monda, una festa internazionale

Francesca d'Angelo
Monda, una festa internazionale

Il direttore artistico della Festa del cinema di Roma, Antonio Monda (foto L.Dammicco)

Il direttore artistico presenta la tredicesima edizione. E punzecchia Venezia...

Trentotto film in cartellone, 31 Paesi rappresentati e un budget di poco inferiore ai 3,5 milioni di euro: sono i numeri della 13ma Festa del cinema di Roma, prevista nella Capitale dal 18 al 28 ottobre 2018. «Per me il 13 è un numero fortunato e voglio crederci», commenta la vicepresidente Laura Delli Colli, «il programma di quest’anno è quello di una festa che vuole essere al contempo per la città e internazionale, popolare e raffinata». Le fa eco il direttore artistico della Festa, Antonio Monda: «Sono orgoglioso del lavoro svolto finora: stiamo riusciti a dare un’identità, riconosciuta a livello internazionale, alla Festa. Inoltre, negli ultimi tre anni l’affluenza è cresciuta del 22%». Tra le novità di questa edizione, che apre con Bad Times at the El Royale di Drew Goddard e chiude con Notti magiche di Paolo Virzì, spiccano le anteprime mondiali concesse dalle major Sony e Studio Canal: The Girl in the Spider’s Web e Mia e il leone bianco. Spazio inoltre alle donne: ben 12 le registe in cartellone, come sottolinea lo stesso Monda. Tra i grandi assenti spicca invece Netflix: alla piattaforma on deman sarà dedicato un incontro, che coinvolgerà il delegato generale del festival di Cannes Thierry Frémaux, ma non sono previsti film in cartellone. «Non li abbiamo ma c’è la massima apertura verso Netflix, che è il futuro. Sono certo che, nel corso del dibattito con Frémaux, emergerà che la sua è stata una scelta obbligata (quella di non prendere film della piattaforma in concorso, ndr)», assicura Monda. Il quale non si esime dal confrontarsi con la Mostra del Cinema di Venezia: «Si dice che a Venezia ci siano i film da Oscar. Non sono i soli, Moonlight, per esempio, l’abbiamo avuto noi in programma. Inoltre qui gli attori e i registi non partecipano perché devono promuovere un vestito o un film: chi viene a Roma lo fa per parlare di cinema e perché ama farlo». E a chi gli chiede cosa pensa della dichiarazione rilasciata da Alberto Barbera, secondo il quale la Festa di Roma era un evento “locale”, ribatte: «Mi stupisce che una persona cortese come lui abbia potuto commettere un tale scivolone. Probabilmente c'è un po' di confusione: una festa locale è quello che lui vorrebbe che noi fossimo, non quello che siamo davvero».

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