04 Marzo 2015  11:46

Portare Internet ovunque, questo il comune obiettivo di Google e Facebook

Gianfranco Caccamo
Portare Internet ovunque, questo il comune obiettivo di Google e Facebook

La grande G diventerà operatore virtuale in Usa e userà aerei a energia solare per raggiungere le aree remote del Mondo. Il colosso dei social network prosegue, invece, il suo progetto Internet.org. Entrambi aprono a possibili collaborazioni reciproche

Al Mobile World Congress non si sono solo presentati i prodotti mobile e gli accessori per la prossima stagione, ma anche si sono toccate tematiche legate alla connettività. In particolare sia Google sia Facebook hanno affrontato un tema a loro molto caro, il digital divide, ed entrambi hanno annunciato nuovi sviluppi sui loro progetti per portare Internet in ogni angolo del globo e connettere alla Rete chi ancora non ha la possibilità di accedervi. La grande G ha annunciato, attraverso la voce di Sundar Pichai, vice president di Google Android, Chrome e Google Apps, che nei prossimi mesi negli Usa offrirà servizi e abbonamenti di telefonia mobile, come operatore mobile virtuale. Inoltre dopo il progetto Loon, che attraverso palloni aerostatici ha portato Internet in zone remote del Mondo, lancerà a breve Titan, che impiegherà aerei a energia solare che permetteranno la copertura di aree più vaste, obiettivo connettere un maggiore numero di persone. Dal canto suo Facebook prosegue il suo programma Internet.org che potrebbe non limitarsi alle economie in via di sviluppo, ma anche i Paesi industrializzati, per intercettare coloro che ancora non hanno una connessione alla Rete. Ma sia l’azienda guidata da Larry Page, che quella di Zuckerberg, dovranno fare i conti con gli operatori che – come evidenziato da Chris Daniels vice presidente di Internet.org - “Sono preoccupati della cannibalizzazione degli abbonamenti da parte del servizio gratuito, ma noi proprio per questo motivo con Internet.org mettiamo a disposizione delle versioni ridotte delle applicazioni, compresa la nostra. Per accedere a tutte le funzioni, come guardare un video su Facebook, bisogna sottoscrivere un abbonamento”. Una paura, quella dei carrier, lecita, se si pensa che Daniels ha sottolineato che nei Paesi in cui sono presenti con Internet.org il traffico di dati in mobilità è cresciuto del 40%, ma non ha fatto riferimento a quanti utenti abbiano poi sentito il bisogno di accedere a servizi completi a pagamento. Ma di certo Google e Facebook, continueranno nei loro progetti, non a caso a Barcellona sia Zuckerberg che Pichai, hanno reciprocamente aperto a possibili collaborazioni reciproche proprio sul tema digital divide. Perché in fondo, come sostengono i più smaliziati, accrescere il numero di internauti significa aumentare il numero dei loro utenti, e quindi accrescere i fatturati loro e dei loro inserzionisti.

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