01 Aprile 2016  11:40

“Vogliamo crescere, facendo crescere la categoria”

elena reguzzoni
“Vogliamo crescere, facendo crescere la categoria”

Dopo la conquista della leadership come distributore mobile e l’accordo con FitBit, Pappolla di Tech Data conferma i wearable come area di sviluppo

Da alcuni anni Tech Data ha confermato di aver smesso di essere solo un distributore IT, per quanto di peso, raggiungendo consistenti traguardi in particolare nel mondo mobile. La società americana lo scorso anno nel solo Vecchio Continente ha riportato un giro d’affari di oltre 3 miliardi euro grazie anche un portfolio marchi che conta brand del calibro di Apple e Huawei, ma pure Motorola e Microsoft. Con l’accordo distributivo del brand FitBit la divisione mobile di Tech Data allarga però l’interesse e il presidio all’area dei wearable, come ha confermato Enrico Pappolla, il manager alla guida della divisione mobile del distributore: “I risultati che abbiamo raggiunto sugli smartphone anche sul mercato italiano sono decisamente positivi e crediamo che questo modello di approccio al business possa essere con successo esportato ai device indossabili: prodotti che lo scorso anno hanno, peraltro, dimostrato nei numeri di non essere più dei gadget su cui scommettere, ma una vera categoria di business” precisa Pappolla. “Il nostro obiettivo, in particolare, è di crescere, facendo crescere la categoria, ovvero non vogliamo solo andare a distribuire le aziende e i brand di riferimento – già oggi abbiamo FitBit che è leader in Italia, Garmin e Moov per un target più specializzato -, ma soprattutto vogliamo supportare all’interno dei negozi lo sviluppo del sell out della categoria e di un sell out di valore in particolare” aggiunge il manager: “Infatti, in contemporanea all’acquisizione di FitBit abbiamo creato un team interno e una forza vendita e merchandiser entrambi dedicati a questi device, che hanno specificità che vanno assolutamente considerate. Nello stesso tempo abbiamo avviato contatti con le insegne technical, ma anche con la GD e con le telco che sono un canale che può sorprendere anche sui wearable, senza trascurare il canale sport: crediamo che i wearable si prestino infatti a una distribuzione multicanale. L’ambizione ultima è ovviamente quella di diventare il distributore leader nei wearable come già oggi lo siamo negli smartphone” ha concluso Pappolla.

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