07 Settembre 2016  11:22

Istat, battuta d’arresto nel Pil nel 2° trimestre 2016

Elena Rembado
Istat, battuta d’arresto nel Pil nel 2° trimestre 2016

L’Istituto registra una sostanziale stabilità dei consumi interni, a fronte di un lieve incremento della domanda estera netta

Si allontana per l’Italia l’obiettivo del Pil al +1%. Secondo l’Istat, infatti, nel secondo trimestre 2016, il prodotto interno lordo ha segnato una variazione nulla su base congiunturale (+0,8% rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente, in calo rispetto al +1% registrato nel primo trimestre). Alla variazione ha contribuito la domanda estera netta (+0,2%), mentre gli investimenti e i consumi finali nazionali non hanno dato apporti significativi. L’Istat registra una sostanziale stabilità dei consumi interni: alla lieve crescita della spesa delle famiglie (+0,1%) corrisponde un calo degli investimenti della Pubblica Amministrazione (-0,3%) e una flessione degli investimenti fissi lordi (-0,3%). In particolare, è peggiorato ad agosto il clima di fiducia delle imprese, che hanno speso meno per l’acquisto di macchinari, attrezzature e altri prodotti (-0,8%). L’indice composito della fiducia delle imprese italiane è sceso sotto quota 100 per la prima volta dal febbraio 2015. Solo dai servizi (+0,2%) arrivano alcuni segnali positivi: crescono le attività immobiliari, il commercio e i trasporti (+0,4%), scendono invece le attività finanziarie e assicurative (-0,6%) e alcuni servizi legati alla P.A., quali sanità, difesa e istruzione (-0,2%). Le costruzioni hanno segnato un lieve incremento (+0,1%), dopo il calo registrato nel trimestre precedente (-0,5% vs 4° trimestre 2015). Discreta anche la crescita dell’agricoltura, +0,5%.

 

In generale, in agosto è calata, dopo il parziale recupero di luglio, la fiducia dei consumatori, tornati pessimisti rispetto al clima economico del Paese e alla disoccupazione. A luglio, infatti, gli occupati totali sono diminuiti di circa 63 mila unità (-0,3%), dopo quattro mesi consecutivi di aumento, e nella fascia d’età 15-24 anni il tasso di disoccupazione è cresciuto per il terzo mese consecutivo (+39,2%).

 

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