28 Settembre 2015  12:47

Dovrebbe ripartire l’esame della legge sugli orari dei negozi

Elena Reguzzoni
Dovrebbe ripartire l’esame della legge sugli orari dei negozi

Federazioni sempre su posizioni opposte

Dopo alcuni rinvii, la prima riunione del comitato ristretto del senato per l'esame della proposta di legge sugli orari dei negozi è stata fissata per il prossimo venerdì. Il comitato dovrà vagliare la proposta di legge che è quella, approvata esattamente un anno fa dalla Camera, che prevede 12 giorni di chiusura obbligatoria per i negozi, sempre che l'esame delle Riforme nell' aula del Senato non posticipi di nuovo la riunione. "Stiamo parlando di inserire regole minime in una liberalizzazione selvaggia, fatta in fretta e che non ha pari in Europa" ha commentato la settimana scorsa Enrico Postacchini, membro della Giunta Confcommercio con delega alle Politiche commerciali: "Altri paesi tutelano i piccoli negozi, qui non teniamo conto della vita delle persone”. La liberalizzazione degli orari, argomenta al contrario Federdistribuzione, “ha arginato il crollo dei consumi – per Nielsen, le famiglie con maggiori disponibilità economiche hanno aumentato gli acquisti nei giorni festivi – quanto di aumentare le ore lavorate e di conseguenza di far crescere i salari nella distribuzione moderna organizzata: circa 400 milioni di euro di salari erogati in più l'anno.
Inoltre, le nuove assunzioni sono state circa 4.200, il 55% delle quali è stato effettuato attraverso contratti a tempo determinato part time, inclusi i contratti part time weekend. Il difficile momento dei negozi tradizionali non deriva all'avvento della liberalizzazione degli orari, ma è dovuto solo alla crisi economica. Crisi che non ha fatto sconti a nessuno: dal 2011 al 2014, ricorda Federdistribuzione, sono diminuiti i punti vendita tradizionali (-18.606) ma anche quelli della GD (-2.504)”.

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