Le etichette indipendenti contro YouTube

Le case discografiche indipendenti si schierano contro YouTube. L’accusa è quella di porre condizioni insostenibili per le indie, in vista del lancio del nuovo servizio di streaming musicale. Non solo le label britanniche, sostenute anche dalla British Phonographic Industry (BPI), ma anche l’associazione italiana PMI – Produttori Musicali Indipendenti punta l’indice contro il portale di proprietà di Google. Secondo il presidente, recentemente confermato Mario Limongelli, i termini di YouTube sono eccessivamente spostati in favore delle major, diversamente da quanto stabilito da altri operatori dello streaming come Deezer o Spotify. Per questo motivo Limongelli auspica l’intervento anche del ministro Franceschini. Ma pure Impala il coordinamento delle label indipendti si è già mossa a livello Ue, chiedendo un’inchiesta al Comitato per la concorrenza della Commissione europea per verificare che il comportamento di YouTube non sia in contrasto con le regole della concorrenza.
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