29 Febbraio 2016  09:51

Agcom: le cinque criticità della produzione audiovisiva

eliana corti
Agcom: le cinque criticità della produzione audiovisiva

Si conclude l’indagine sul settore: mercato frammentato. Da rivedere il sistema degli obblighi di investimento

Si è conclusa con l’approvazione a maggioranza da parte dei consiglieri l’indagine di Agcom sul settore della produzione audiovisiva (delibera 20/15/Cons.), realizzata con la partecipazione delle imprese e delle associazioni di categoria degli operatori del settore. In particolare, sono state evidenziate cinque criticità:

 

  • 1) La frammentazione del mercato delle imprese di produzione, per cui si ravvisa la necessità di un consolidamento, anche al fine di rafforzarne la competitività internazionale;
  • 2) L’attuale sistema di obblighi di investimento, per cui si ritiene necessario individuare un giusto bilanciamento degli interessi attraverso una maggiore semplificazione e flessibilità;
  • 3) l’articolato e complesso sistema di sotto-quote, che richiede una semplificazione del quadro normativo e regolamentare;
  • 4) l’opportunità di intervenire sulla nozione di produttore indipendente e sul sistema di negoziazione e gestione dei diritti di sfruttamento delle opere prodotte;
  • 5) il superamento delle criticità nel rapporto tra soggetti tradizionali (fornitori di servizi di media audiovisivi e produttori) e i c.d. “over-the-top”, con l’obiettivo di ridurre lo squilibrio competitivo che avvantaggia questi nuovi soggetti del mercato digitale.

 

«Il quadro normativo è variegato e complesso, caratterizzato da una pluralità di interventi di rango primario e secondario con una sedimentazione di obblighi disomogenei», una questione che diventa ancora più rilevante alla luce dei programmi di riforma avviati a livello europeo (revisione della direttiva sui servizi di media audiovisivi e della direttiva in materia di contenuti digitali e tutela del diritto d’autore) e nazionale (disegno di legge di iniziativa del Governo in materia di cinema, audiovisivo e spettacolo dal vivo).

In allegato, il testo completo dell’indagine.

 

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EDITORIALISTI

  • 05 Novembre 2019
    Chi l’avrebbe mai detto?
    La televisione cambia più di quanto cambi la platea televisiva, meno della pubblicità e del web, ma certamente più degli altri mezzi.
Linda Parrinello

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