12 Novembre 2020  09:02

Antipirateria, sequestrati oltre 5.500 siti illegali

Valentina Torlaschi
Antipirateria, sequestrati oltre 5.500 siti illegali

Con l’operazione internazionale “The Perfect Storm” sono stati confiscati beni per oltre 10 milioni di euro

La lotta alla pirateria ha ottenuto un altro risultato importante. Si è infatti conclusa con successo l’operazione internazionale “The Perfect Storm” che ha portato all’oscuramento di oltre 5.500 siti illegali di live streaming e canali Telegram, con il confiscamento di beni equivalenti ad oltre 10 milioni di euro nei confronti dei 23 indagati appartenenti all’organizzazione che gestiva il business illecito. Oltre 50 milioni gli utenti della platea mondiale dello streaming illegale, di cui 5 milioni solo in Italia.

L’operazione ha riguardato l’Italia e diversi paesi esteri, coinvolgendo oltre 600 finanzieri. Sotto la direzione del Nucleo Speciale Tutela Privacy e Frodi Tecnologiche della Guardia di Finanza, in sinergia con il personale del Servizio di Polizia Postale e delle Telecomunicazioni della Polizia di Stato, e con il coordinamento del Procuratore della Repubblica Giovanni Melillo, l’operazione è stata diretta dal Procuratore Aggiunto Vincenzo Piscitelli e dal Sostituto Procuratore Valeria Sico. Si è inoltre avvalsa dei canali di cooperazione giudiziaria internazionale tramite l’Agenzia Europea Eurojust, mediante il desk italiano, diretto dal Procuratore Filippo Spiezia, coadiuvato dai Sostituti Procuratori Aldo Ingangi e Angela Continisio.

Federico Bagnoli Rossi, Segretario Generale Fapav, ha così commentato: «Grande soddisfazione per gli incisivi risultati conseguiti nell’ambito dell’operazione “The Perfect Storm” a contrasto dello sfruttamento illecito delle opere audiovisive sulla rete. Quello che è emerso in questa operazione è ancora una volta un vero e proprio business illecito legato alla pirateria audiovisiva, ramificato ed altamente remunerativo. I dati rivelati dalla Guardia di Finanza danno contezza di un reato, grave, ma spesso percepito nell’accezione comune come un qualcosa di immateriale. La realtà è che ci troviamo di fronte a dei criminali informatici che con le loro azioni vanno ad alimentare quell’economia del sommerso che tanti danni genera non al solo settore audiovisivo ma all’economia italiana in generale e stimati in oltre 1 miliardo l’anno, oltre alle perdite legate all’evasione fiscale e al PIL».

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