02 Maggio 2016  14:51

L’Agenzia delle Entrate denuncia “Striscia la notizia”

Elena Rembado
L’Agenzia delle Entrate denuncia “Striscia la notizia”

Antonio Ricci

Il tg satirico si dichiara determinato a difendere la propria libertà in tutte le sedi, compreso il Tribunale per i diritti dell’uomo di Strasburgo

La campagna di “Striscia la notizia” contro i presunti abusi dell’Agenzia delle Entrate ai danni di chi ha acquistato un immobile potrebbe finire davanti al giudice. L’Agenzia ha incaricato, infatti, l’Avvocatura dello Stato di denunciare la trasmissione e Mediaset sia per diffamazione sia per istigazione a delinquere. Il tg satirico di Canale 5 fondato da Antonio Ricci a partire dall’8 marzo scorso «ha lanciato», come si legge in una nota dell’Agenzia, «25 servizi riguardanti degli accertamenti immobiliari ai fini dell’imposta di Registro e in cui vengono contestati i valori di vendita di alcuni immobili, definendo l’operato dell’Agenzia “estorsioni legalizzate”». “Striscia” avrebbe invitato i cittadini a bruciare casa ai funzionari firmatari delle contestazioni fiscali («un invito a farsi giustizia da soli»). L’Agenzia non ha gradito che i servizi tv avessero il titolo «Rapine in corso», a sinistra dello schermo, e assicura che almeno alcuni dei contribuenti vessati avrebbero detto in televisione cose parziali, interessate o false. Sottolinea, inoltre, che il telegiornale satirico «non ha mai chiesto alle Entrate di poter verificare la correttezza e la genuinità delle affermazioni riportate nei vari servizi, non consentendo così all’Amministrazione di poter riscontrare errori o inesattezze nell’operato degli uffici relativamente alla gestione delle singole pratiche di accertamento fiscale». Secondo Ricci, come riporta “la Repubblica”, l’invito a bruciare la casa dei funzionari dell’Agenzia non era di “Striscia”, che si sarebbe limitata a riportare lo sfogo di un contribuente esasperato. Nella sua circolare del 28 aprile, l’Agenzia suggerisce ai dipendenti di fare sempre un sopralluogo prima di contestare il valore di un bene. Una novità procedurale conseguenza, forse, secondo il programma, della campagna tv. In una lettera pubblicata ieri dallo stesso quotidiano, il tg satirico si dichiara pertanto «determinato a difendere la propria libertà in tutte le sedi, compreso il Tribunale per i diritti dell’uomo di Strasburgo», avendo «centinaia e centinaia di cittadini pronti a testimoniare».

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