25 Maggio 2016  12:35

L'Italia ha perso quasi il 29% degli investimenti adv in 10 anni

Redazione TV
L'Italia ha perso quasi il 29% degli investimenti adv in 10 anni

Roberto Binaghi

L'analisi di Mindshare: i big spender hanno accusato cali superiori alla media

Dal 2007 a oggi, la contrazione degli investimenti adv sul mercato italiano è stata pari a circa il 29%, lasciando sul terreno quasi tre miliardi di euro in valore assoluto, una cifra pari all'intero budget pubblicitario dell'Olanda. Il dato è stato annunciato da Roberto Binaghi, Chairman e Ceo di Mindshare Italia (foto), nel corso di “Comunicazione. Distribuzione. Marca. L’Italia che riparte”, il primo appuntamento dell’edizione 2016 del Purple Program, ciclo di incontri organizzato da Mindshare e dedicato all’approfondimento di temi riguardanti il mondo della comunicazione e della pubblicità. Paesi come Uk, Germania e Francia hanno invece saputo reagire meglio alla crisi: Uk, per esempio, ha registrato nel 2015 una crescita a doppia cifra. I big spender del nostro mercato hanno accusato, spiega l'analisi, cali superiori alla media, sia per numerosità che per budget. Un segnale che la crisi ha origine soprattutto nei grandi investitori, mentre le aziende nella fascia centrale del mercato hanno contenuto il trend negativo. L’analisi dei consumi ha evidenziato negli anni un -5,6%, a fronte di una deflazione del costo degli spazi pubblicitari pari al 12,6%, dovuto all’effettivo calo dei prezzi di listino delle concessionarie offline, e l’ingresso sempre più rilevante del web. Coerentemente all’andamento di indicatori quali la deflazione e i consumi, spiega ancora la ricerca, l’attuale scenario di mercato dovrebbe attestarsi sui 7,621mld di euro nel 2016. Se le grandi aziende investitrici in Italia tornassero a investire in modo strategico, ha auspicato Binaghi, l'Italia potrebbe attestarsi sui livelli di mercato europeo, in particolare la Francia. Le grandi aziende, ha dichiarato, non supportano adeguatamente in Italia le loro marche diversamente da quanto accade in altri Paesi: «Il pericolo di essere superate da competitors più lungimiranti, che appartengono alla fascia media del mercato, è tutt’altro che remoto», ha concluso Binaghi.

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