18 Luglio 2019  09:55

Netflix: si cresce, ma non abbastanza

Eliana Corti
Netflix: si cresce, ma non abbastanza

©Netflix

Nel secondo trimestre dell’anno solo 2,7mln di abbonati in più, contro i 5mln previsti

Netflix cresce ancora, ma non abbastanza. Nel secondo trimestre 2019, la piattaforma svod ha registrato 2,7mln di abbonati in più, meno dei 5,5mln registrati nel secondo trimestre del 2018 e dei 5mln previsti. Gli abbonati paganti negli Usa ammontano a 60,1mln (60,23mln nel trimestre precedente), con l’obiettivo di raggiungere quota 60,9 nel prossimo trimestre. I ricavi streaming Usa valgono 2,299mld. Flat anche i trial gratuiti: 1,56mln nel primo trimestre e 1,58mln in quello in esame. A livello internazionale gli abbonati si attestano a quota 91,46mln per 2,54mld di ricavi complessivi. Nel precedente trimestre gli abbonati ammontavano a 88,63mln, mentre la previsione per il terzo trimestre è di 97,66mln. Si assiste inoltre a una flessione delle prove gratuite: da 5mln del trimestre precedente a 4,48mln. I ricavi sono cresciuti del 26%, il reddito operativo del 53% sull’anno. Gli abbonati globali si attestano a quota 151,56mln (124,35mln nel 2018) e dovrebbero raggiugere i 158,56mln nel trimestre successivo. Aumenta l’Arpu (+3%), molto probabilmente grazie all’incremento dei prezzi. I ricavi toccano quota 4,92mld di dollari, con l’obiettivo di raggiungere quota 5,2mld nel prossimo. Invece, i ricavi afferenti agli streaming globali sono a quota 151,5mln (124,35mln nel 2018) e dovrebbero raggiugere i 158,56mln nel trimestre successivo. Il mancato raggiungimento dei target non è dovuto, secondo il gruppo, alla concorrenza, ma probabilmente alla crescita registrata nel trimestre precedente. Sul fronte contenuti, il ritiro dal catalogo di contenuti Disney consentirà di investire maggiori budget sui contenuti originali: «Da quello che abbiamo visto finora, quando ritiriamo dal catalogo contenuti forti (come quelli di Starz e Epiz, Sony o Disney) i nostri abbonati si godono altri grandi contenuti». Secca smentita, infine, sul fronte pubblicità: «Come Hbo siamo senza pubblicità. Questo rimane una parte fondamentale del nostro brand; quando leggete di speculazioni sul fatto che stiamo valutando la vendita di adv, si tratta di un falso».

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EDITORIALISTI

  • 05 Novembre 2019
    Chi l’avrebbe mai detto?
    La televisione cambia più di quanto cambi la platea televisiva, meno della pubblicità e del web, ma certamente più degli altri mezzi.
Linda Parrinello

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  • 13 Novembre 2014
    Hasbro compra DreamWorks Animation?
    Hasbro risulta essere in trattative molto avanzate per l’acquisizione di DreamWorks Animation. Hasbro, che già possiede una quota del 40% in Discovery...

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