25 Gennaio 2018  10:15

Par condicio: Agcom richiama TgLa7, Tg4, Studio Aperto, Sky Tg24 e RaiNews

Eliana Corti
Par condicio: Agcom richiama TgLa7, Tg4, Studio Aperto, Sky Tg24 e RaiNews

Studio aperto (©Vincenzo Di Cillo)

Le violazioni riguardano i tempi di parola e di notizia. Mediaset: norme di difficile interpretazione

TgLa7, Tg4, Studio Aperto, Sky Tg24 e RaiNews: praticamente tutti i tg italiani sono stati richiamanti per violazione della par condicio nella settimana tra il 15 e il 21 gennaio. In particolare, TgLa7 è stato richiamato in relazione al tempo di parola e al tempo di notizia dedicato a M5S e Lega a svantaggio di PD e Forza Italia; Tg4 e Studio Aperto in relazione al tempo di parola concesso a FI a svantaggio degli altri partiti, mentre Sky Tg24 è stato richiamato in relazione all’eccessivo tempo di parola («riflesso anche nel tempo di notizia») destinato a M5S, LeU e Lega. Il richiamo di RaiNews è dovuto allo squilibrio del tempo di parola a favore di LeU e a detrimento del Pd. Le testate dovranno porre rimedio agli squilibri entro la rilevazione settimanale che si concluderà il 28 gennaio. Un richiamo che Enrico Mentana, direttore del TgLa7, ha dichiarato all’Ansa «patetico, irrispettoso e offensivo per il lavoro che svolgiamo». «Le norme si stanno rivelando di difficile interpretazione, a meno che si voglia immaginare un illecito comportamento concertato», dichiara Mediaset in una nota. Il gruppo evidenzia di non essere stato richiamato per aver violato i limiti del “tempo di parola” (il tradizionale parametro utilizzato per misurare la par condicio), ma per il “tempo di notizia”, «ovvero il tempo dedicato nei tg a titolare e a dare notizia delle posizioni o delle iniziative di questa o quella forza politica, la cui rilevanza giornalistica dipende dai fatti del giorno e dalla sensibilità professionale di ogni singola redazione. Le parole del giornalista, inoltre, non possono presumersi di per sé favorevoli al politico». «Il computo cronometrico del “tempo di notizia” non può essere considerato in via automatica come favorevole a una forza politica oltre a non assicurare la libertà di commento e critica del giornalista e costituire quindi una forte compressione dell’informazione», prosegue la nota. Cologno dichiara inoltre di essere in attesa di chiarimenti proprio da Agcom «per comprendere come orientare al meglio da qui in avanti il lavoro delle nostre testate».

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