18 Settembre 2019  11:58

Pirateria: chiusa Xtream Codes

Eliana Corti
Pirateria: chiusa Xtream Codes

Photo by Luca Bravo on Unsplash

L’IpTv aveva oltre 5mln di utenti solo in Italia. 700mila gli spettatori connessi al momento del sequestro

La Guardia di finanza ha chiuso la piattaforma pirata Xtream Codes, che contava oltre 5mln di utenti in Italia per un giro d’affari stimato in 60mln di euro l’anno. L’operazione Black IpTv ha coinvolto oltre 100 militari del Nucleo Speciale Tutela Privacy e Frodi Tecnologiche e dei reparti territoriali della Guardia di Finanza, chiamati a eseguire provvedimenti di perquisizione locale, informatica e conseguente sequestro nei confronti di quella che è stata definita «la più rilevante organizzazione clandestina mondiale ideatrice e principale responsabile della capillare diffusione illegale via Internet delle emittenti televisive a pagamento».

 

L’OPERAZIONE. La piattaforma è stata creata da due cittadini greci e permetteva di vedere con un unico abbonamento da 12 euro i principali palinsesti televisivi; i membri dell’organizzazione, spiega la GdF, «predisponevano e gestivano all’ estero idonei spazi informatici attraverso i quali ritrasmettevano i segnali su larga scala, anche in Italia». La rete commerciale risulta diffusa in tutta Italia, con basi prevalentemente in Lombardia, Veneto, Campania, Puglia, Calabria e Sicilia. Sono 25, gli obiettivi delle perquisizioni in Italia, che hanno portato al sequestro di 197 rapporti finanziari tra account paypal, postepay e conti corrente.

 

MANDATO EUROPEO. Black IpTv non si limita al solo territorio italiano: sono stati infatti eseguiti simultaneamente otto ordini europei di indagini in Olanda, Francia, Grecia, Germania e Bulgaria nei confronti di tre aziende e cinque persone, che hanno condotto non solo all’oscuramento di Xtream Codes, ma anche di 80 siti internet e di 183 server dedicati alla riproduzione e diffusione dei flussi audiovisivi che, al momento del sequestro, vedevano connessi oltre 700mila utenti.

 

LE ACCUSE. I responsabili dell’organizzazione sono accusati di «associazione a delinquere finalizzata alla riproduzione e commercializzazione illecita di IpTv con la circostanza aggravata del reato trasnazionale». La pena prevista per i fruitori del servizio è la reclusione da sei mesi a 3 anni e la multa fino a 25.822 euro.

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