08 Gennaio 2015  17:29

Testi Store, il negozio del Mese

Silvia Balduzzi
Testi Store, il negozio del Mese

Gianluca e Nicolò Testi

L’insegna nasce nel 1880 a Padova: la parola a Gianluca Testi, uno dei titolari del negozio

Il Cavaliere Ferruccio Testi, bis-nonno degli attuali titolari, avvia l’omonima ditta nel lontano 1880 e all’inizio tratta soprattutto articoli per la casa puntando molto su marchi stranieri, in particolare tedeschi e francesi: una scelta che si rivela vincente. Dopo la Iª guerra mondiale, Luigi Testi sviluppa l'attività e negli anni ’50 si aggiunge la distribuzione all’ingrosso di giocattoli con alcuni rappresentanti e nel frattempo i negozi diventano tre. Anche in questo caso si rivela fortunata la decisione di trattare per primi articoli allora innovativi come Lego, Meccano, i trenini Marklin, e i soldatini per cui l’azienda è famosa in tutta Europa. «La morte improvvisa del nonno Luigi nel 1966», spiega Gianluca Testi, uno dei titolari, «porta lo zio Ferruccio e nostro padre Gianluigi a seguire l'azienda di famiglia che in quel momento ha un’attività di ingrosso, i negozi e circa 50 dipendenti. Da lì si arriva alla Testi Distribuzione, leader della commercializzazione del giocattolo nelle Tre Venezie e quattro punti vendita al dettaglio con insegna Testi, passando per Gig di cui siamo stati fondatori. Oggi, dopo anni di cambiamenti del mercato e difficili scelte, siamo presenti con il punto vendita storico, aperto dal nonno Luigi nel centro di Padova, dove si sono sempre sposate felicemente le due merceologie più importanti: i casalinghi, che sono seguiti da mio fratello Niccolò, e il giocattolo, di cui mi occupo io». L’obiettivo del punto vendita è di offrire un assortimento completo e ben equilibrato che metta insieme prodotti commerciali e giochi classici. «Cerchiamo sempre novità particolari all'estero o “a km zero”», prosegue Testi, «come ci ha insegnato il nonno. Il Made in Italy ha sempre la sua rilevanza nel nostro assortimento, ma ci piace ogni tanto azzardare con degli esperimenti che potremmo definire “stravaganti”, senza dimenticare, però, che siamo a Padova, una piazza molto classica e conservatrice». Lo spazio dedicato al gioco è di circa 140 mq (su 500 mq complessivi) che con lo stagionale crescono a 160 mq. Ma i due titolari stanno valutando di allargare ulteriormente questa parte dell’esposizione anche perché il casalingo sta soffrendo a causa della crisi.

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