Editoriale Arredobagno

Rivista Abitare il bagno

FederLegnoArredo: oltre i 56 miliardi nel ’22

La filiera del legno-arredo si presenta all’appuntamento del Salone del Mobile dopo un 2022 assai difficile riuscendo a mantenere, se non addirittura incrementare, i livelli occupazionali, guardando al 2023 come a un anno di stabilizzazione che fisiologicamente segue un biennio che, nel bene e nel male, è stato sicuramente eccezionale.  Ecco i dati  Consuntivi elaborati dal Centro Studi FederlegnoArredo 

Filiera legno-arredo nel suo complesso: +12,6% a 56,5 miliardi: una crescita dovuta in buona parte all’aumento dei costi

Il fatturato alla produzione della filiera legno-arredo è cresciuto del 12,6%, passando dai 50,2 miliardi del 2021 ai 56,5 del 2022 con una partenza estremamente brillante nel primo trimestre che è andata man mano riducendosi a fine anno, sia sul mercato interno che sui mercati esteri.

La crescita è dovuta però a un aumento dei costi e quindi dei listini. Nell’arredo la produzione è salita solo dello 0,8% contro il 12% del fatturato. Nel legno l’aumento ‘reale’ è stato del 3,7%. Ben 14 punti di ‘crescita’ sono dovuti all’aumento nei prezzi della materia prima e altri 3 punti dei costi, trasportati sui prezzi finali. Seppur con un’incidenza minore anche il mobile ha subito l’impennata dei prezzi che ha raggiunto il +10,3%, vivendo un’accelerazione nella primavera del 2022 e arrivando ai livelli massimi nello scorso autunno.

 

Meglio l’export: USA divenuti seconda destinazione con un aumento del 26%

  Il +12,6% è la sintesi di un +12,2% delle vendite Italia (35,6 miliardi di euro) e di un +13,3% delle esportazioni (21 miliardi di euro) che rappresentano il 37% delle vendite totali.

L’export della filiera è stato trainato soprattutto dagli Stati Uniti, (+25,7%) che sono diventati la seconda destinazione davanti alla Germania (+9,7%) e dopo la Francia (+9,5%), che si conferma primo mercato di sbocco. Il risultato dell’export è figlio di un +12,6% registrato dal Macrosistema Arredamento (15 miliardi di euro) e di un +14,9% del Macrosistema Legno (5,5 miliardi di euro).

Si sente la fine del mercato russo che nel 2013  era la quarta destinazione delle nostre esportazioni con circa 1 miliardo di euro, dimezzate già nel 2017 e scese da 334 a 126 milioni nel 2022. Di contro le esportazioni verso gli Stati Uniti, che sempre nel 2013 erano la quinta destinazione, sono cresciute di 488 milioni rispetto all’anno precedente (+25,7% sul 2021), fino ad arrivare agli attuali 2,3 miliardi di euro.

La Francia è la prima destinazione delle esportazioni italiane della filiera con circa 3,3 miliardi di euro nel 2022 e una crescita del 9,5%. La Germania è il terzo mercato e cresce del 9,7% rispetto al 2021 arrivando a 2,3 miliardi di euro. La Cina si conferma la settima destinazione caratterizzata negli scorsi anni da un particolare dinamismo con variazioni percentuali di crescita molto più marcate degli altri Paesi, mentre nel 2022, a causa della gestione della pandemia decisa dal Governo cinese e delle chiusure conseguenti, è tra i primi 10 mercati quello con la crescita più bassa (+1,1%).

Il legno ringrazia i bonus 

Il Macrosistema Legno, trainato dai comparti delle finiture per edilizia (porte, finestre, pavimenti in legno) e dai prodotti destinati alla casa che, più degli altri, hanno beneficiato direttamente degli incentive legati a Superbonus, bonus mobili e bonus edilizi.

Nel 2022 va ricordato come sia cresciuto anche l’import soprattutto di legname, ad esempio dall’Austria (+35,2%) primo mercato di approvvigionamento per il nostro settore, seguita da Germania e Cina. La forte domanda di materie prime legata agli elevati livelli produttivi iniziati già nel 2021 e la carenza di alcuni materiali fondamentali in seguito allo scoppio della guerra hanno determinato un aumento dei costi acuitosi nel 2022 anche a causa dell’innalzamento dei prezzi dell’energia e della logistica.

Arredamento + 11% 

Dopo un 2021 eccezionale, al di sopra dei livelli pre-Covid, nel 2022, complice anche l’esponenziale aumento dei costi, il fatturato alla produzione del Macrosistema Arredamento ha sfiorato i 29 miliardi di euro, con una variazione del +11% sul 2021.

A determinare l’andamento complessivo contribuiscono sia le vendite sul mercato interno (13,6 miliardi di euro +9,2%) sia soprattutto l’export (+12,6%) che vale 15,3 miliardi di euro e rappresenta il 53% del fatturato totale. Il sistema rappresenta circa 21.750 imprese che vedono impiegati quasi 140.300 addetti, in crescita dell’1,5%.

 

Feltrin: una filiera in salute

Claudio Feltrin presidente della Federazione Legno-Arredo

I risultati dei Consuntivi 2022 fotografano un settore in salute, premiato per la qualità e l’unicità dei suoi prodotti, ma che ha dovuto fare i conti con un contesto in continua evoluzione: il Covid prima, la guerra poi e adesso la crisi del sistema bancario che ci auguriamo sia soltanto un falso allarme, destinato quanto prima a rientrare“, spiega Claudio Feltrin, presidente di FederlegnoArredo, “I numeri parlano chiaro, il fatturato della filiera ha raggiunto livelli impensabili fino a qualche anno fa, ma il peso dell’inflazione e il costo delle materie prime si è concretizzato nel gap di ben 11 punti fra fatturato e produzione del mobile che è stata infatti poco sopra lo zero“.

“Se prima del Covid qualsiasi imprenditore avrebbe puntato sulla Cina come mercato del futuro, adesso rimane un mercato importante per contratti e commesse, ma nel quale investire direttamente non è più all’ordine del giorno. L’Europa si conferma il mercato da mantenere e sviluppare costantemente, al quale affiancare sicuramente gli USA in forte ascesa e le new entry Emirati Arabi e India che, anno dopo anno, stanno risalendo la classifica aumentando il valore importato dei nostri prodotti“, continua il Presidente.

 

2023 Previsione + 5% 

Nel complesso” – prosegue Feltrin – “guardiamo al 2023, supportati dall’indagine condotta dal nostro Centro studi su un campione rappresentativo di aziende – come all’anno dell’assestamento in cui dovremo dimenticarci gli incrementi a doppia cifra del biennio precedente e potrebbe essere realistico pensare a una chiusura d’anno per l’arredo a +5%, trainato soprattutto dall’export. Il mercato interno potrebbe risentire della politica di stop and go sui bonus edilizi, anche se non parlerei di vera e propria frenata dell’edilizia e del suo indotto che avremo invece a partire dal ’24. A fine anno per il legno si potrebbe registrare addirittura una flessione del 3,2%,  seguito della progressiva riduzione del costo dell’energia e della materia prima legnosa e di altre materie, come le colle a base ureica, indispensabili per realizzare ad esempio i pannelli”